Cure palliative, l’Università di Trieste forma le prime specialiste

Accompagnare le persone con malattie inguaribili, alleviarne la sofferenza e tutelarne la dignità. È il compito di cui si faranno carico le prime specialiste in Medicina e Cure Palliative dell’Università di Trieste, che sono state proclamate mercoledì 4 novembre 2026: Sofia Capparuccini, Giada Chies, Clarissa De Vido e Anna Ghizzo. L’appuntamento ha concluso il primo ciclo della Scuola di specializzazione attivata dal Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute. UniTS è stata tra i primi atenei italiani ad attivare questo percorso, investendo nella formazione di medici capaci di rispondere a bisogni complessi, che riguardano la salute e la qualità della vita delle persone, insieme al sostegno alle loro famiglie. La proclamazione dei primi specialisti dà concretezza a questo impegno e al contributo dell’Università alla crescita del servizio sanitario. La formazione si sviluppa in quattro anni e prepara medici in grado di affrontare i bisogni complessi delle persone con patologie oncologiche e altre malattie croniche progressive. Gli specializzandi imparano a riconoscere quando attivare le cure palliative, a valutare l’evoluzione della malattia, a controllare il dolore e gli altri sintomi e ad adeguare i trattamenti alle condizioni del paziente. Il percorso comprende le cure palliative precoci e simultanee, avviate anche mentre proseguono le terapie rivolte alla malattia.
Una particolare attenzione è dedicata alla comunicazione con i pazienti e le famiglie: dalla diagnosi alle prospettive di evoluzione della malattia, fino ai colloqui sul fine vita e alla gestione di situazioni di conflitto. La formazione affronta le questioni etiche e la pianificazione condivisa delle cure, per definire insieme al paziente obiettivi e scelte terapeutiche. Le competenze cliniche si affiancano all’attenzione per i bisogni psicologici, sociali e spirituali della persona e alla capacità di lavorare con professionisti di discipline diverse. La didattica valorizza l’apprendimento sul campo, l’affiancamento a tutor e la discussione di casi clinici. I medici in formazione frequentano reparti di medicina interna e oncologia, servizi di terapia del dolore e strutture della rete delle cure palliative, facendo esperienza in ospedale, ambulatorio, hospice e a domicilio. Sono inoltre promossi il coinvolgimento nella ricerca e la partecipazione a seminari e congressi nazionali e internazionali, con la possibilità di svolgere tirocini in centri di eccellenza esterni alla rete formativa.
La rete coinvolge le aziende sanitarie regionali ASUGI, ASFO e ASUFC: dal presidio di Cattinara e Maggiore alle Strutture Complesse di Cure Palliative e hospice dell’area giuliana e isontina, di Pordenone, Aviano e San Vito al Tagliamento e del territorio udinese. Ne fa parte anche la Pediatria dell’IRCCS Burlo Garofolo. Il percorso dedica attenzione alla continuità delle cure nel passaggio dall’età pediatrica a quella adulta. La Scuola è nata su impulso di Roberto Di Lenarda, allora Rettore dell’Ateneo e della dottoressa Raffaella Antonione, direttrice della SC SC Rete Cure Palliative e Hospice Area Giuliana di ASUGI. La direzione dal 2024 è affidata al professor Erik Roman-Pognuz.
«La formazione dei primi specialisti rappresenta oggi la concretizzazione di quella visione», sottolinea il prof. Roman-Pognuz. Un impegno in un ambito della medicina nel quale, ricorda il direttore, «competenza clinica, sensibilità umana e attenzione ai più fragili devono necessariamente procedere insieme». «Le competenze delle nuove colleghe – aggiunge la dott.ssa Antonione - non sono solo tecnico-scientifiche, perché sapranno accogliere la sofferenza dell'altro, la preoccupazione dietro l'aggressività, la solitudine dietro il rifiuto: un "prendersi cura" dell'altro nelle complessità, che è, alla fine, il senso più profondo della Medicina. Dobbiamo ringraziare il prof. Roberto di Lenarda, senza la cui visione e passione tutto non sarebbe stato possibile attivare questa Scuola».
Articoli correlati
CronacaCantiere di Cattinara, l'appello per un cambio di rotta: "Il progetto va ripensato, non è più attuale" (VIDEO)
Il futuro dell'ospedale di Cattinara e i continui ritardi del suo cantiere continuano a suscitare forte preoccupazione e un vivace dibattito tra cittadini, professionisti della sanità e rappresentanti politici. Durante l'incontro pubblico d
Cronaca"Sguardi che proteggono", presentato il Calendario Storico 2027 dell’Arma dei Carabinieri (VIDEO)
Presso la Caserma dei Carabinieri di via dell'Istria è stato presentato oggi il calendario 2027 dell'Arma. Titolo della prefazione è "Sguardi che proteggono" poichè l'intento di questa nuova edizione è stato proprio quello - come ha spiegat
CronacaDuino Aurisina e Terracina celebrano 15 anni di amicizia: due comunità unite oltre le distanze
Si è svolta oggi, nella sala del Consiglio comunale di Terracina, la cerimonia per il quindicesimo anniversario del Patto di Amicizia tra i Comuni di Duino Aurisina e Terracina, alla presenza del sindaco della città laziale Francesco Gianne
CronacaTrieste in lutto per la scomparsa di don Vittorio De Dal Lago, pilastro della comunità di San Luigi
Si è spento questa mattina, venerdì 6 novembre, all'età di 85 anni, don Vittorio De Dal Lago. Una figura storica per la chiesa locale, che lascia un ricordo profondo dopo 56 anni di sacerdozio spesi in larga parte al servizio dei residenti
