giovedì 22 ottobre 2026
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Cronaca

Crisi in regione, carrello sempre più vuoto e piccoli punti vendita a rischio

Luca Marsi·
In seguito al vertiginoso aumento delle bollette, i grandi e piccoli imprenditori ne hanno inevitabilmente risentito, ma a pagarne il prezzo più alto - in tutti i sensi - rimangono le piccole realtà di ogni settore, come ad esempio il comparto alimentare nella piccola distribuzione. Il titolare udinese di un supermercato associato ad una grande catena afferma che lo scorso anno la loro bolletta ad agosto era di di 52 mila euro, mentre ad agosto di quest'anno è arrivata a 262 mila euro, a parità di consumi. "Per un po' di mesi potevamo resistere, adesso andremo in banca a domandare dei mutui per pagare le bollette. Non si può andare avanti così”, ha dichiarato il titolare. Ad Udine nel corso dell'ultimo mese hanno chiuso già tre associati, altri vogliono cedere, ed è "forte la preoccupazione tra chi resiste", aggiunge. Un altro imprenditore ricorda che i rincari auutali comprendono soltanto l'elettricità, e che la situazione non migliorerà con l'accensione del riscaldamento. Fabrizio Cicero, uno dei referenti in regione di Federdistribuzione, gestore in Friuli di una catena di supermercati di un grosso marchio, dichiara che "a soffrire è l'intero comparto a prevalenza di piccole aziende" . "Soffrono tutti grandi e piccoli, i piccoli sono più a rischio chiusura, c'è chi chiude perché non ce la fa e chi per non mangiare i risparmi di una vita. Quanto si può andare avanti così? Molto poco, ci aspettiamo un intervento urgente e velocissimo dal governo", conclude. Molte le preoccupazioni espresse anche dai sindacati, infatti Cgil è pronta a chiedere cassa integrazione per salvaguardare la tenuta occupazionale. (Rainews.it)

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