venerdì 16 ottobre 2026
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Cronaca

Coronavirus, Zeno D'Agostino: «Problematica la gestione dell'operatività per grosso rischio di contagio»

Luca Marsi·
La nostra redazione ha raggiunto quest’oggi Zeno D’Agostino, il Presidente dell’Autorità Portuale di Trieste in video conference, visto il particolare momento che il mondo sta affrontando, vediamo come il Porto di Trieste sta reagendo.
 
- Presidente, la ringraziamo per aver accettato il nostro invito, e vorremmo fare una disamina delle attività portuali, in questo momento. Come procedono le attività del porto?
«Il porto fondamentalmente e ufficialmente lavora al 100%, nel senso che non abbiamo subito restrizioni, siccome rientriamo nella categoria dei beni di prima necessità, visto che si parla di logistica a tutti gli effetti. Ciò comporta chiaramente tutta una serie di problematiche, della gestione delle operatività e di un grossissimo rischio per via della contagiosità. Abbiamo quindi dovuto rivedere e riesaminare le misure di sicurezza, limitando allo Smart working tutte le operazioni non strettamente operative, che comunque dobbiamo salvaguardare. Quindi un rifornimento di mascherine, guanti, termometri. 
Ciò non comprende solo il porto di Trieste, ma anche quello di Monfalcone. Volontà del sistema e del sottoscritto è stata quella di fornire mascherine a tutti gli operatori che hanno a che fare con il porto. È stato fatto in simbiosi con tutti i rappresentanti competenti e stiamo ottenendo buona risposta. 
Ci sono dei traffici in calo del petrolio, ma che riguardano all’attività di manutenzione delle banchine e con traffici di raffinazione con la Germania, quindi non riconducibili al Coronavirus. 
Se andiamo invece sul cosiddetto genercargo, fino a metà marzo non abbiamo notato un sostanziale cambiamento dovuto alla catena innescata dai provvedimenti presi causa Coronavirus, invece da metà marzo in poi c’è stato un calo di traffici (ad esempio dalla Cina, e un block-down sulle imprese italiane, che ora sta toccando il mercato internazionale, quindi Austria, Ungheria, che stanno progressivamente adottando misure restrittive che l’Italia aveva adottato sin dal principio). Marzo quindi si è chiuso abbastanza bene, ma ora cominciamo a sentire gli effetti dell’emergenza, stiamo a vedere cosa succederà».
 
- Lei ha accennato a Cina, e altri paesi del mondo. Come sono i rapporti internazionali per quanto riguarda l’approvvigionamento e il trasporto marittimo?
«Fondamentalmente il problema del trasporto marittimo è che è calato il traffico, non la sua operatività. Adesso sta succedendo che la produzione cinese sta tornando ai ritmi pre-emergenza, ma sta calando la domanda. Tutto ciò sta influendo sul mercato delle merci. Ci troveremmo potenzialmente con i terminal portuali pieni di merci, siccome la domanda sta calando. Ciò può provocare dei problemi di smaltimento merci e operatività. 
La Cina si sta riaprendo, quindi sembra quasi che i nostri commerci si rivolgeranno principalmente verso quella nazione che sta riaprendo il commercio siccome sta uscendo dall’emergenza, mentre altri paesi, come gli Stati Uniti si trovano appena alla fase iniziale. 
La via della Seta quindi non è bloccata, anzi, potrebbe essere uno stimolo».
 
- Questo tipo di emergenza, abbiamo visto, ha toccato anche la sfera degli eventi. Abbiamo visto come Tokyo abbia preso la decisione di rinviare le Olimpiadi. Trieste è protagonista dell’evento Esof2020, lei pensà ci potrebbero essere ritardi, cancellazioni o quant’altro?
«Chiaro che sta incidendo sulla vita di tutto, il punto sarà capire quanto inciderà sulla socialità. Dobbiamo capire quanto cio influirà sulla socialità dei rapporti, ad esempio lo smart working prenderà più piede. Io ho verificato che alcuni incontri, con l’ausilio delle tecnologie online, ha aumentato la produttività dei lavori. 
Credo che la socialità di tipo professionale cambierà. Ma dal punto di visto ludico se vogliamo, se non si troverà un vaccino, o un farmaco, ci sarà la possibilità che la socialità cambierà, quindi di conseguenza anche l’organizzazione dei grandi eventi ne subirà i contraccolpi».
 
- Lei ha origini venete. Ha avuto occasione di sapere come si sta vivendo li l’emergenza?
«In grande reclusione, siccome la situazione è comunque più grave rispetto al Friuli Venezia Giulia».
 
- Come sta vivendo questa quarantena, aldilà del lavoro?
«Io ho una bambina, nata l’8 di gennaio, e un bimbo di 3 anni. Sto facendo molto il padre di famiglia, cosa che non mi capitava molto spesso siccome ero abituato a trasferirmi a Trieste dal lunedì a venerdì per lavoro. Quindi sono momento molto belli e preziosi, certo qualche difficoltà a lavorare in smart working con i figli piccoli, e poi la difficoltà di lavorare con diversi fusi orari, visti i contatti con i diversi paesi».
 
Conclude il Presidente Zeno D’Agostino, augurandosi che questo periodo duro, ci farà uscire diversi, migliori di prima si spera. Le speranze migliori volte ai giovani, che verranno colpiti da questa situazione, augurandosi che saranno oro proprio a trarne vantaggio.

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