TRIESTE, 28 GIUGNO 2023 – Golfo di Trieste, Mar Egeo, Adriatico meridionale e, infine, Golfo di Napoli. Si conclude
la campagna che ha portato la nave Laura Bassi, la rompighiaccio italiana di proprietà dell’Istituto Nazionale di
Oceanografia e di Geofisica Sperimentale a navigare nel Mediterraneo per 18 giorni. La nave, comandata dal
Capitano Vincenzo Caso, è partita da Trieste il giorno 10 giugno e ha contribuito a tre iniziative scientifiche diverse.
Carotaggi per la Carta Geologica Ufficiale d’Italia: il progetto CARG
La prima parte della campagna, si è svolta il 10 giugno nelle acque del Golfo di Trieste, dove la nave ha acquisito 3
carote di sedimenti per il progetto Carta Geologica Ufficiale d’Italia (CARG), in particolare per lo studio dell’area
sommersa del Foglio geologico n.101-130 Trieste - Caresana di cui è responsabile Martina Busetti, ricercatrice della
Sezione di Geofisica dell’OGS. Il Progetto CARG è un progetto coordinato dal Dipartimento per il Servizio Geologico
d’Italia dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca ambientale – ISPRA, in qualità di organo cartografico dello
Stato, svolto in collaborazione con le Regioni e le Province autonome, con il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr)
e le Università e prevede la realizzazione della cartografia geologica nazionale alla scala 1:50.000.
Dati per comprendere la geologia dell’Arco Ellenico: il progetto POSEIDON
La seconda tappa della campagna si è svolta nelle acque del Mar Egeo, più precisamente a Ovest del Peloponneso,
fra il Golfo di Patrasso e le isole Ionie (Cefalonia, Lefkada e Zacinto), area di studio del Progetto Eurofleet POSEDION
nell’ambito del quale dal 12 al 21 giugno si è svolta l’acquisizione di dati geofisici marini a bordo della N/R Laura
Bassi.
“POSEIDON mira a studiare la geologia di una delle regioni probabilmente più complesse e relativamente poco
valutate dal punto del rischio sismico, che si estende attraverso il dominio tettonico del Peloponneso occidentale e
delle Isole Ionie” Spiega il capo missione Roberto Romeo del Centro di Gestione Infrastrutture Navali dell’OGS.
“L’Arco Ellenico - continua Romeo - è una struttura tettonica dovuta alla subduzione della placca africana sotto la
placca del mar Egeo. Questo sistema ha prodotto numerosi grandi terremoti, per lo più offshore, registrati dalla
rete sismologica nazionale greca. I terremoti si verificano nelle zone di subduzione più spesso che altrove, causando
un'intensa deformazione e i più grandi tsunami, e quindi le maggiori perdite economiche e di vite umane”. Per
raggiungere gli obiettivi scientifici è stato raccolto un set di dati multiscala, con l’acquisizione di 1836 km2 di dati
sonar Multibeam, di 954 km profili sismici a riflessione multicanale, di 1939 km di dati acustici ad altissima
risoluzione e il prelievo di campioni del fondale marino con un carotaggio a 4221 m di profondità.
Questo progetto ha coinvolto un gruppo internazionale composto da personale di ricerca e tecnico dell’OGS insieme
a colleghe e colleghi spagnoli, greci e italiani coordinati da César R. Ranero dell’Instituto de Ciencias del Mar-CSIC
di Barcellona (Spagna), Paraskevi Nomikou del National and Kapodistrian University of Athens (Grecia) e da
Filomena Loreto dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Cnr-Ismar).
Hanno partecipato alla missione: Roberto Romeo (Capo Missione), Fabrizio Zgur (Project Manager), Daniela
Accettella, Andrea Cova, Michela Dal Cin, Lorenzo Facchin, Max Iurcev e Gianpaolo Visnovic del Centro Gestione
Infrastrutture Navali dell’OGS; Alessandro Bubbi della Sezione di Oceanografia dell’OGS; Matilde Ferrante della
Sezione di Geofisica dell’OGS; Stefano Lizzi del Dip. di Gestione Finanza e Patrimonio dell’OGS; Marco Santulin del
Centro Gestione Infrastrutture
Oltre al personale OGS sono stati ospiti a bordo: Irene Merino (Spagna), Giota Giogli (Marine Mammal Observer,
Grecia), Danai Lampridou (Grecia), Elisavet Nikoli (Grecia), Valentina Ferrante (Cnr-Ismar), Serafeim Poulos – Grecia,
Ramon Ametller (CSIC-UTM, Spagna) e Mario Sanchez (CSIC-UTM - Spagna).
Eurofleets è un progetto finanziato dall’Unione Europea per la condivisione delle infrastrutture di ricerca marina
tra enti e istituti dei paesi membri. OGS è presente in Eurofleets sin dalla sua prima edizione del 2011, e questa è
stata la prima volta che ha avuto modo di mettere a disposizione del progetto la N/R Laura Bassi, dopo le precedenti
esperienze con OGS Explora.
Osservatorio EMSO-E2M3A che studia lo stato di salute del mare
Al termine del progetto POSEIDON, la nave si è spostata nel sud Adriatico per la campagna oceanografica FixO3-12,
coordinata da Vanessa Cardin, che ha come obiettivo posizionare una nuova boa acquisita da OGS ed eseguire la
manutenzione dell’Osservatorio Regionale EMSO-E2M3A. Questo osservatorio fa parte della rete di infrastrutture
europee per l’osservazione dei mari profondi ed è gestito in collaborazione con l‘Istituto di scienze polari del
Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Cnr-Isp).
“L’osservatorio marino, attraverso la boa superficiale e l’ancoraggio profondo, si dedica in particolare agli studi per
caratterizzare i cambiamenti a lungo termine del Mare Adriatico in risposta alle forzanti climatiche locali. Tra gli
obiettivi dell’osservatorio, vi è quello di fornire un monitoraggio multidisciplinare per studiare i processi alla base
del funzionamento dell'ecosistema marino, soprattutto in relazione alle dinamiche di sequestro del carbonio e ai
processi di acidificazione nelle acque profonde e, quindi, ai cambiamenti climatici” spiega Cardin.
La campagna oceanografica, che è in atto al momento, è iniziata con l’imbarco del personale a Bari il 23 giugno, e
terminerà a Napoli entro fine mese. Durante la campagna, verranno anche raccolti dei profili dei principali
parametri fisico-chimici (temperatura, salinità, ossigeno) e campioni d’acqua per lo studio del sistema carbonatico
(acidificazione).
Partecipano alla missione: Vanessa Cardin (Capo Missione e responsabile dell'Osservatorio) e Julien Le Meur del
gruppo di Oceanografia Fisica (PHYS), Alessandro Bubbi, Lorenzo Chiaruttini, Stefano Gustin del gruppo di Sviluppo
tecnologico (TECDEV), Stefano Kuchler e Gilda Savonitto del Centro di Taratura e Metrologia Oceanografico (CTMO)
dell’OGS, Carlotta Dentico (Università di Venezia) e Stefano Miserocchi (Cnr-Isp).
La nave approderà questo fine settimana a Napoli, dove sosterà per il rimessaggio in attesa di ripartire per la
prossima missione in Antartide in autunno.
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