Burlo Garofolo, esperti a confronto: screening genetici per le malattie rare

Individuare le malattie rare in modo rapido e preciso è la chiave per migliorare l’assistenza ai pazienti e ridurre l’impatto di queste patologie. Su questo tema si è concentrato il convegno “Malattie Rare: Screening, Diagnosi e Terapie Innovative”, svoltosi il 28 febbraio all’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare.
Dallo screening biochimico a quello genetico
Attualmente, l’individuazione precoce delle malattie rare avviene principalmente tramite screening neonatali biochimici, che analizzano parametri metabolici per identificare possibili anomalie. Tuttavia, questi test non sono sempre precisi al 100% e possono generare falsi positivi o falsi negativi, rendendo comunque necessaria un’analisi genetica di conferma.
Secondo gli esperti intervenuti al convegno, il futuro è negli screening genomici, che permettono di ottenere risultati più accurati e affidabili, riducendo i costi per i sistemi sanitari regionali e nazionale.
Il parere degli esperti
«Gli attuali test biochimici sono frammentati sia per tecnologia sia per i luoghi di analisi e coprono circa 50 patologie genetiche rare – ha spiegato il professor Paolo Gasparini, Direttore della Genetica Medica del Burlo Garofolo –. Lo screening genomico, invece, consente di esaminare in un’unica analisi l’intero patrimonio genetico, offrendo risultati più precisi e riducendo gli errori diagnostici.»
Una nuova organizzazione per gli screening genetici
Il passaggio agli screening genomici, pur portando grandi benefici in termini di affidabilità, richiede un nuovo assetto organizzativo, soprattutto per quanto riguarda i centri di analisi. Essendo esami più complessi, è necessario che i laboratori di genetica dispongano di personale e tecnologie adeguate.
Il ruolo del Burlo Garofolo nella ricerca
Il convegno ha evidenziato anche l’alto livello di collaborazione tra i ricercatori italiani e il ruolo centrale del Burlo Garofolo nel panorama nazionale della ricerca genetica sulle malattie rare. L’istituto triestino si conferma un punto di riferimento sia per la diagnosi che per l’innovazione tecnologica in questo ambito.
L’adozione degli screening genetici potrebbe quindi rappresentare una svolta epocale nel rilevamento delle malattie rare, garantendo diagnosi più tempestive e sicure per i neonati e le loro famiglie.
Articoli correlati
CronacaTrieste, influencer Samantha sceglie i visitatori a visuals: «Cento persone venute grazie a me» (VIDEO)
Tra un video da un milione di visualizzazioni e cento persone che scrivono di essere venute a Trieste grazie ai suoi contenuti, Samantha Favretto sceglie le cento persone . L’influencer lo ha spiegato durante la trasmissione condotta da Luc
CronacaPaul Pisani sul rischio di trovarsi negli scontri: «Inutile andare a fare gli eroi, mettersi al riparo» (VIDEO)
Mettersi al riparo ed evitare di esporsi intervenendo personalmente in mezzo agli scontri. È il richiamo alla prudenza rivolto da Paul Pisani, della GIS, durante la trasmissione dedicata alla sicurezza a Trieste verso Halloween. Il condutto
CronacaDiscoteche a Trieste, Miguel Selekta: «Il biglietto è normale». Rebek: «La qualità ha dei costi» (VIDEO)
Il biglietto d’ingresso in discoteca è giustificato dall’offerta artistica e dall’insieme dei servizi che rendono possibile una serata. È la posizione espressa da Miguel Selekta durante la diretta di Trieste Cafe, nel confronto con Stefano
CronacaTriestiniartificiali, desiderio di Dipiazza per nuovo video: «Mi piacerebbe cavalcare cavallo» (VIDEO)
Un video nel quale tornare a cavalcare, ispirato al ricordo della sua cavalla Samira. È la richiesta che Roberto Dipiazza ha rivolto a Simone Giorgiani, creatore di Triestiniartificiali, durante la diretta di Trieste Cafe condotta da Luca M

