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Sport

Triestina, D’Aniello presidente: “Questa è casa mia. Ora ricostruiamo credibilità, entusiasmo e futuro”

redazione·
Triestina, D’Aniello presidente: “Questa è casa mia. Ora ricostruiamo credibilità, entusiasmo e futuro”

La Triestina riparte da Giuseppe D’Aniello. Nella conferenza stampa svoltasi questa mattina, mercoledì 3 giugno 2026, il club alabardato ha ufficializzato il ritorno di uno dei dirigenti più conosciuti e apprezzati dalla piazza, chiamato a guidare una delicata fase di ricostruzione dopo la retrocessione in Serie D.

Una presentazione molto partecipata, alla presenza dei rappresentanti della proprietà, dei giornalisti e di numerosi tifosi, che hanno accolto con evidente entusiasmo il ritorno di una figura considerata da molti profondamente legata alla città e alla storia recente dell’Unione.

Ad aprire l’incontro sono stati i vertici societari, che hanno sottolineato come la scelta sia maturata per il forte rapporto che D’Aniello ha costruito con Trieste nel corso degli anni.

Presente anche Marco Margiotta, principale finanziatore del club, che ha spiegato come la proprietà abbia individuato nel dirigente la persona ideale per guidare il rilancio della società.

“Mi sento triestino, questa è la mia città”

Visibilmente emozionato, D’Aniello ha raccontato il proprio legame con Trieste.

«Non considero questo un ritorno. Anche quando ero lontano lavorativamente, la mia famiglia è sempre rimasta qui. Ho continuato a seguire la Triestina e mi sono sempre sentito parte di questa città».

Il neo presidente ha voluto dedicare ampi ringraziamenti alle persone che hanno segnato il suo percorso professionale.

Un pensiero particolare è stato rivolto a Mauro Milanese, che gli diede l’opportunità di arrivare a Trieste, e a Mario Biasin, definito il suo modello di presidente.

Non è mancato un commosso ricordo per Dario Roccavini, recentemente scomparso, autore di un lavoro che D’Aniello ha definito fondamentale per raccontare la storia dell’Unione.

“Non vengo a fare lo sceriffo”

Uno dei messaggi più forti lanciati durante la conferenza ha riguardato il metodo di lavoro.

«Non sono venuto a fare lo sceriffo. Non parlerò male di chi mi ha preceduto e non farò paragoni con il passato. Ognuno ha fatto il proprio lavoro. Io guardo avanti».

Parole che hanno definito chiaramente l'approccio della nuova gestione.

La priorità: ricostruire la credibilità

Secondo D’Aniello, la vera sfida non riguarda soltanto il risultato sportivo.

«Prima di tutto bisogna ricostruire la credibilità della Triestina. Le parole contano poco. Servono i fatti».

Il presidente ha ricordato l'immagine del Nereo Rocco pieno nelle stagioni più entusiasmanti della recente storia alabardata.

«Ho mostrato quelle immagini agli investitori. Sono la dimostrazione di cosa rappresenta la Triestina per questa città».

La situazione economica e il dialogo con il Comune

D’Aniello ha affrontato anche il tema della situazione economica societaria.

La Triestina ha avviato il percorso di composizione negoziata della crisi d'impresa per gestire e riorganizzare il debito accumulato negli ultimi anni.

Parallelamente proseguono i contatti con il Comune di Trieste per definire il futuro utilizzo dello stadio Nereo Rocco.

Il dirigente ha parlato di un confronto molto positivo con l’amministrazione comunale e con i tecnici del Comune, sottolineando la volontà condivisa di trovare una soluzione sostenibile per il futuro.

Direttore sportivo: nove candidati selezionati su 150 nominativi

Tra i temi più attesi c'era quello relativo alla scelta del nuovo direttore sportivo.

D’Aniello ha spiegato di aver ricevuto circa 150 candidature e di aver personalmente incontrato nove candidati.

La selezione è ormai nelle fasi finali, ma il presidente ha ribadito di non voler commettere errori.

«La scelta del direttore sportivo è il cuore del club e deve essere fatta nel modo corretto».

Secondo D’Aniello, il futuro dirigente dovrà possedere tre requisiti fondamentali.

Il primo riguarda la sostenibilità economica.

Il secondo è la credibilità professionale.

Il terzo è rappresentato dalle competenze specifiche rapportate alla categoria.

«Non conta soltanto il nome. Conta la sostanza».

“La Serie D è difficile e va conosciuta”

Il presidente ha ricordato l'esperienza vissuta dalla stessa Triestina dieci anni fa.

«Abbiamo sperimentato direttamente quanto sia complicata la Serie D. Avevamo una squadra importante e non siamo riusciti a vincere il campionato al primo tentativo».

Per questo motivo il futuro direttore sportivo dovrà conoscere profondamente la categoria.

«Non serve prendere un direttore sportivo di Serie A se poi non conosce la realtà della Serie D. Deve conoscere il campionato, i gironi, le dinamiche della categoria e deve conoscere anche Trieste».

“Trieste non è una piazza normale”

D’Aniello ha poi sottolineato l'importanza del contesto alabardato.

«Trieste non è una piazza normale. Ha una storia, un blasone e aspettative importanti».

Il presidente ha addirittura paragonato il peso della piazza alabardata a quello delle grandi realtà nazionali.

«Io considero la Triestina come la Juventus della Serie D. È giusto che ci siano aspettative e responsabilità».

Settore giovanile e giovani triestini al centro del progetto

Un altro passaggio particolarmente sentito ha riguardato il settore giovanile.

D’Aniello ha ricordato il primo raduno delle squadre giovanili dopo l'iscrizione della scorsa estate.

«Quando sono arrivato al Grezar e ho visto pochissimi ragazzi mi è quasi venuto da piangere».

Ha però elogiato il lavoro di tecnici e collaboratori che hanno mantenuto viva l'attività giovanile in un momento estremamente difficile.

Per il nuovo presidente la rinascita della Triestina dovrà necessariamente passare attraverso i giovani.

«Un bambino deve tornare a sognare di giocare con la maglia della Triestina».

Il centro sportivo di Muggia come simbolo del futuro

Grande attenzione è stata dedicata anche al progetto del futuro centro sportivo di Muggia.

D’Aniello lo considera uno degli investimenti più importanti dell'intera nuova fase societaria.

Secondo il presidente, la struttura potrebbe diventare un patrimonio storico per il club, che nei suoi oltre cento anni di storia non ha mai avuto un centro sportivo di proprietà di questo livello.

«Sarebbe un fatto concreto e un grande segnale di credibilità per tutta la città».

Nessun assillo di vincere subito

Sul fronte sportivo D’Aniello ha voluto allontanare qualsiasi pressione immediata.

«Non abbiamo l'ossessione di vincere il campionato in uno, due o tre anni».

L'obiettivo è costruire una squadra competitiva, stabile e credibile.

«La Triestina deve essere degna del proprio nome, della propria storia, del proprio stadio e dei propri tifosi».

“Pian pianino ma con morbin”

La frase che più ha strappato sorrisi ai presenti è arrivata parlando dei tempi della ricostruzione.

Rispondendo a chi chiedeva maggiore rapidità nelle decisioni, D’Aniello ha utilizzato un'espressione tipicamente triestina.

«Pian pianino, ma con morbin».

Una battuta che racchiude la filosofia della nuova Triestina: niente promesse irrealistiche, ma lavoro costante, programmazione e volontà di restituire alla città una squadra all’altezza della sua storia.

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