giovedì 23 luglio 2026
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Sport

Non gli viene restituita la barca, niente “triplete” in Barcolana per Furio Benussi

Luca Marsi·

Sfuma ancor prima della partenza e per ragioni che vanno ben oltre a quelle proprie di una sana sfida sportiva, il tentativo di Furio Benussi di completare il “triplete” della Barcolana. Lo skipper triestino aveva infatti in animo di assicurarsi definitivamente il Trofeo,  cosa questa possibile vincendo la competizione per tre volte consecutive con la medesima barca, ovvero con Morning Glory, trionfatrice delle ultime due edizioni. E’ accaduto, tuttavia, che lo scorso sabato, quando l’intero team di Fast and Furio stava attendendo la consegna dell'imbarcazione dalla società proprietaria con cui Benussi aveva stipulato un contratto triennale di charterizzazione per le regate autunnali - e così come previsto e stabilito da un provvedimento giudiziario preso dal Tribunale ancora un anno fa - ha vissuto l’amara sorpresa di attendere per nulla. Morning Glory non è stata restituita né lo è stata a tutt’oggi. La possibilità del triplete sfuma così per ragioni che nulla hanno a che vedere con lo Sport. Ma facciamo un passo indietro: nel 2019 Morning Glory, reduce dai successi conseguiti nel 2017 e nel 2018 dal Team triestino, era stata affidata dalla proprietà ad altri armatori per partecipare a regate in Tirreno dove la barca, condotta da equipaggi diversi, ha fornito prestazioni francamente deludenti. Esauriti questi rapporti la barca, come detto, avrebbe dovuto rientrare - per  contratto e come deciso dal Tribunale di Trieste -  nella disponibilità di Furio Benussi che invece, a questo punto, a mò di beffa, rischia, secondo voci di banchina, di vederla correre in Barcolana sotto le insegne di un team sloveno. Furio Benussi – “ Si chiude in modo imprevisto la nostra avventura con Morning Glory senza che ci sia dato modo di provare a conquistare in via definitiva il Trofeo della Barcolana. Il veder vanificato in spregio ad un contratto di charterizzazione triennale e a un provvedimento della Magistratura, quello che è stato un progetto a cui il team ha lavorato per anni provoca  amarezza.  Già l’anno scorso ho dovuto distogliere risorse umane ed emotive per vedere affermato dal Giudice il sussistere del nostro buon diritto a correre la Barcolana con Morning Glory, ma vedere che lo stesso, pur essendo stato riconosciuto e ribadito in sede giudiziaria, viene calpestato arrogantemente mi lascia attonito e ciò non solo come sportivo. Ovviamente reagiremo: per quanto riguarda la questione di Morning Glory in sede giudiziaria e per quanto riguarda la Barcolana in mare dove, a questo punto, sebbene non sia ancora pronta, ci presenteremo al via con il 100 piedi Wild Thing che porterà le insegne del nostro sponsor Arca Fondo SGR e che vedrà presenti e confermati gli stessi uomini e gli stessi partner che hanno determinato i nostri successi nelle ultime due edizioni”

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