mercoledì 15 luglio 2026
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Sicurezza stradale: l’appello di Claudio Visintin alla responsabilità collettiva

Luca Marsi·
Sicurezza stradale: l’appello di Claudio Visintin alla responsabilità collettiva

Caro Direttore di Trieste Cafe Luca Marsi,

"Ci vuole un sussulto di responsabilità: il dramma delle nostre strade"

Ogni giorno milioni di persone percorrono le strade delle nostre città, delle campagne e delle montagne. Le strade sono le arterie pulsanti della nostra società, senza le quali sarebbe impossibile l’esistenza stessa del nostro vivere quotidiano. Tuttavia, ogni anno queste stesse strade si trasformano in scenari di drammi e tragedie che potrebbero essere evitati, se solo ci fosse un sussulto di responsabilità.

Le statistiche sugli incidenti stradali sono spaventose. Secondo l'ultimo rapporto di ACI e ISTAT, nel solo anno passato in Italia si sono verificati oltre 150.000 incidenti stradali, con oltre 3.000 vittime e decine di migliaia di feriti. Numeri che si ripetono con inquietante regolarità, una lista di dolore e sofferenza apparentemente senza fine.

Ma cosa si nasconde dietro questi numeri? Non sono solo cifre su un foglio di calcolo: sono vite spezzate, famiglie distrutte, sogni infranti. Ogni scontro, ogni collisione porta con sé storie di uomini, donne, bambini. E spesso, dietro ogni tragedia, c'è un comune denominatore: la mancanza di responsabilità.

Uno dei problemi più rilevanti è sicuramente l'uso del telefono cellulare alla guida. Malgrado le campagne di sensibilizzazione, sono ancora troppi i conducenti che, distratti da messaggi, chiamate o navigazione su internet, mettono a repentaglio la loro vita e quella degli altri. Le parole di un sopravvissuto a un incidente causato da una distrazione tecnologica sono emblematiche: "In un secondo la mia vita è cambiata per sempre. Per un messaggio che poteva aspettare."

A questo si aggiunge l'abuso di alcol e sostanze stupefacenti. Anche qui, malgrado i controlli sempre più stringenti, sono numerosi i casi di guida sotto l'effetto di sostanze che alterano percezioni e riflessi. La testimonianza di un giovane automobilista fermato in stato di ebbrezza è agghiacciante: "Non ricordo nulla di quella notte, solo le luci blu delle pattuglie e poi il buio. Mi avevano detto che potevo reggere qualche bicchiere, mai più così nella mia vita."

Non possiamo però ignorare che il problema non risiede esclusivamente nei comportamenti individuali. Le nostre infrastrutture stradali, in molte aree, sono vetuste e inadeguate. Buche, segnaletica assente o mal posizionata, manto stradale dissestato: tutto ciò contribuisce ad aumentare il rischio di incidenti.

La cronaca recente ci ha riportato immagini di strade colabrodo, ponti crollati e viadotti chiusi per manutenzione straordinaria. E sebbene si parli spesso dei grandi assi viari, come autostrade e tangenziali, la situazione nelle strade provinciali e comunali è spesso disastrosa.

A fronte di questa emergenza, le istituzioni devono intervenire con decisione. È necessario un piano straordinario di manutenzione e ammodernamento delle infrastrutture stradali, accompagnato da una seria politica di prevenzione e controllo. Le nuove tecnologie, come i sistemi di guida assistita e le applicazioni per la gestione del traffico, possono dare un contributo significativo alla sicurezza, ma è fondamentale che vengano integrate in un quadro normativo chiaro e aggiornato.

Tuttavia, il cambiamento più importante deve avvenire nella nostra mentalità. È indispensabile che ognuno di noi prenda coscienza della propria responsabilità quando siamo al volante. Non si tratta di semplici norme del codice della strada, ma di un principio etico: la vita umana è sacra e dobbiamo fare tutto il possibile per proteggerla.

Guidare responsabilmente significa rispetto per sé stessi e per gli altri. Significa anche educare le nuove generazioni a un comportamento corretto, affinché possano diventare conducenti consapevoli e prudenti.

Ci vuole un sussulto di responsabilità da parte di tutti: istituzioni, enti locali, utenti della strada. Solo così potremo pensare di ridurre il triste tributo di sangue che ogni anno le nostre strade esigono. La sicurezza stradale non è un obiettivo irraggiungibile, ma richiede impegno, serietà e, soprattutto, il riconoscimento che ogni vita persa è una sconfitta per l'intera società.

E allora, la prossima volta che prenderemo in mano le chiavi dell'auto, ricordiamoci che un piccolo gesto di responsabilità può fare la differenza tra la vita e la morte. Le strade non sono solo percorsi da compiere, ma spazi di vita da proteggere.

Claudio Visintin

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