domenica 30 agosto 2026
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Sì dei medici di famiglia al daspo per chi aggredisce in corsia

Luca Marsi·
Sì dei medici di famiglia al daspo per chi aggredisce in corsia

I medici di famiglia promuovono l'ipotesi di un daspo per chi aggredisce gli operatori sanitari. Il disegno di legge presentato dal senatore Ignazio Zullo, "potrebbe incidere in modo significativo sul dilagante problema della violenza contro i medici, in particolare per le aggressioni minori, come minacce verbali e atteggiamenti distruttivi sulle cose", commenta il segretario della Fimmg Silvestro Scotti. Il sindacato dei medici di medicina generale, che da anni si batte per promuovere iniziative concrete atte ad arginare il fenomeno della violenza, valuta positivamente il Disegno di legge del senatore di Fratelli d'Italia, che prevede la sospensione della gratuità di accesso alle cure programmate e di elezione per un periodo intercorrente tra il determinarsi dell'aggressione e i successivi tre anni. É un'iniziativa, precisa Scotti, "forte nei contenuti e nella possibilità di limitare quell'atteggiamento violento già nelle fasi iniziali - rileva Scotti - Si tratta di un 'daspo', che non incide sul diritto alle cure" ma "che potrebbe avere un forte potere deterrente nei confronti di quanti ritengono di poter aggredire il personale sanitario nelle strutture e negli studi con atti di violenza verbale che sono la scintilla per episodi che poi evolvono fino a situazioni che possono costare la vita a chi li subisce o ai pazienti". Il testo, in sintesi, "prosegue nel solco di un cambiamento normativo" già avviato con la procedibilità d'ufficio in caso di aggressioni ai danni di personale sanitario nell'esercizio delle proprie funzioni. Tuttavia, rileva Scotti, c'è bisogno anche di norme che prevedano il fermo immediato e l'arresto dei responsabili. Per arginare la deriva a cui si sta assistendo "andrebbe quindi arricchito, conclude il segetario Fimmg, "con il fermo e l'arresto immediato degli autori dei casi più gravi". (ANSA).  YQX-SAM 

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