Da Trieste alla Grecia, l’alabarda vola a 1.755 metri: «I triestini xe dappertutto»

Una scena capace di strappare un sorriso e di confermare, ancora una volta, un vecchio detto tutto triestino: «I triestini xe dappertutto».
A raccontarla è Theodoros, che si trovava in montagna in Grecia, a 1.755 metri di altitudine, in una zona praticamente isolata, quando si è imbattuto in un gruppo di ragazzi triestini.
L’incontro è stato immortalato in una fotografia che mostra il gruppo sorridente, zaini in spalla, immerso nel paesaggio montano e con una grande bandiera rossa di Trieste ben visibile.
Il caffè in mezzo al nulla e poi la sorpresa
Theodoros racconta che stava semplicemente bevendo il proprio caffè in montagna, circondato dalla natura e lontano dai centri abitati.
Poi, all’improvviso, ecco comparire un gruppo di giovani provenienti da Trieste.
«Stavo bevendo il mio caffè in montagna in Grecia, a 1.755 metri, proprio in mezzo al nulla, e arrivano questi ragazzi triestini», racconta.
Una coincidenza tanto improbabile quanto divertente.
La bandiera di Trieste tra le montagne greche
A rendere la scena ancora più riconoscibile è stata la bandiera rossa con l’alabarda, simbolo della città.
Una presenza decisamente difficile da ignorare in mezzo a un panorama montano greco e che ha immediatamente rivelato la provenienza del gruppo.
La fotografia racconta così un piccolo incontro internazionale con un fortissimo sapore triestino.
«I triestini xe dappertutto!»
La conclusione di Theodoros è affidata proprio al dialetto.
«I triestini xe dappertutto!!! Grandi ragazzi!!!».
Una frase semplice che riassume perfettamente lo spirito dell’episodio e che, per chi vive a Trieste, suona quasi come una conferma di qualcosa già noto.
Mare, città d’arte, capitali europee o, come in questo caso, montagne greche a quasi 1.800 metri: incontrare un triestino sembra essere sempre possibile.
Trieste viaggia insieme ai suoi cittadini
La foto diventa così anche una piccola cartolina della città portata lontano dai suoi confini.
Non soltanto attraverso i ragazzi presenti, ma attraverso un simbolo immediatamente riconoscibile che accompagna il gruppo durante il viaggio.
Una scena spontanea, nata durante una pausa caffè in montagna, che riesce a unire in pochi istanti Grecia e Trieste.
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