Scambi messaggini con altre persone di nascosto dal tuo partner? A farlo è il 75% degli italiani
Scambiare con una persona diversa dal partner dei messaggi maliziosi (microcheating) è una forma di tradimento che sta prendendo sempre più piede nel nostro Paese. A metterlo in evidenza è il portale Incontri-ExtraConiugali
Secondo un sondaggio realizzato dal 2 al 5 settembre 2022 dal sito dedicato agli «amori infedeli», su un campione di mille uomini e mille donne iscritti al portale il 75% micro-tradisce.
«Certo è che Internet e le nuove APP mettono a disposizione una vasta gamma di spazi —dai generici social network ai siti web specializzati— dove parlare senza freni anche di sesso e desideri proibiti, facilitando così la nascita di una nuova forma di adulterio: il microcheating» spiega l’ideatore del portale.
Inizia tutto quasi per gioco con uno scambio di battute su Facebook o con un «like» su Instagram, poi un messaggio su whatsapp, un’emoji di troppo ed ecco che l’occasione di un flirt innocente assume un’altra connotazione dal fascino irresistibile. Un piccolo inganno —già battezzato in inglese microcheating (piccolo tradimento)— che alla fine si dimostra non essere tanto piccolo.
«Anche mettere un “mi piace” sulle foto dell’ex su Facebook o su Instagram—sostiene spiega l’ideatore del portale.— può essere considerato un tradimento. Per non parlare del sexting, lo scambio di foto e testi piccanti con qualcuno che non sia il partner». Tale orientamento è stato preso anche dalla nostra magistratura, che sempre più spesso ha affermato che la fedeltà non è relativa in modo esclusivo al lato sessuale ma comprende in sé anche la lealtà nei comportamenti dovuti nei confronti del partner.
La fedeltà coniugale —a norma dell’articolo 143 del codice civile—è uno dei principali obblighi che derivano dal matrimonio, un dovere che la giurisprudenza ha reso più ampio affermando più volte che un legame di natura sentimentale che si intrattiene nel mondo virtuale, anche attraverso una relazione su Internet oppure al telefono, con messaggi e chat, può determinare un autentico tradimento della fiducia reciproca sulla quale si deve fondare il rapporto di coppia.
Insomma, un tradimento invisibile anche se “consumato” solo entro i confini virtuali è pur sempre un tradimento. Quale è la linea di confine?«A definire la demarcazione che divide un semplice messaggio da una condotta inadeguata nei confronti del partner è il comportamento in mala fede che si verifica nel momento in cui si vuole nascondere le conversazioni accadute» risponde il spiega l’ideatore del portale.
Scambi su Whatsapp o su Telegram prontamente cancellati, incontri non dichiarati, iscrizione a portali ed APP per il dating e poi bugie di qualsivoglia tipo: il comune denominatore che ne stabilisce il confine è la segretezza, motore principe del tradimento, sia esso fisico o platonico.
A coniare il termine «microcheating» (dall’inglese “to cheat”, che significa per l’appunto tradire) è stata la psicologa australiana Melanie Schilling che ha definito il concetto come «serie di azioni apparentemente di importanza irrisoria che indicano che una persona è focalizzata emotivamente o fisicamente su qualcosa che è al di fuori della relazione con il partner».
Il termine ha iniziato a diffondersi negli ultimi anni, quando i social network ed i siti di incontri online hanno reso il territorio del microcheating molto più vasto e popolato da traditori seriali, ma anche da frequentatori occasionali.
Se molte persone classificano un tradimento fisico come una grave infedeltà, il microcheating cade spesso in qualcosa di variabile ed indefinito, che esiste tra due estremi con caratteristiche miste di entrambi: un flirt che può essere considerato ammissibile da qualcuno così come può essere considerato come una vera e propria infedeltà da qualcun altro.
Cosa ne pensano gli italiani? Il 65% degli intervistati è risultato essere d’accordo nel considerare il sexting come un atto di infedeltà, ma solo il 26% ritiene che possa esserlo il fatto di mantenere un profilo su un sito o su una APP di dating online. Nel sondaggio di del portale risulta infine che il 29% considera legittimo mentire online sul proprio stato sentimentale.
«Vi è comunque un considerevole 35% di persone di entrambi i sessi che —in assenza di un atto fisico— non considera il sexting come tradimento» mette in rilievo spiega l’ideatore del portale.
«Comunque sia —prosegue il fondatore del portale.— tanto il tradimento fisico quanto il microcheating, sempre che non vengano scoperti, possono entrambi fare bene alla coppia fungendo da compensazione per quello che non si riesce a prendere dalla storia d’amore in corso».
Accade perché la passione si è spenta oppure perché la coppia è diventata troppo intima sul piano emotivo ma non più su quello sessuale. L’«altro partner» —quello fuori dalla coppia— ha allora la capacità di riaccendere la sessualità in uno dei due membri della coppia che molto spesso riesce a “portare a casa” l’eccitazione ritrovata.
Tanto è che le coppie che vivono un rapporto extraconiugale si lascino meno frequentemente delle altre: è sempre più evidente che il tradimento è funzionale a mantenere una storia, non a distruggerla.
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