Sanremo: Mannoia canta le donne, Ghali e Dargen D'amico tra guerra e migranti

“Anche nel buio sono libera, orgogliosa e canto”. Canta così Fiorella Mannoia, che torna sul palco dell'Ariston per la 74esima edizione del festival di Sanremo con 'Mariposa'. Dopo aver cantato 'Quello che le donne non dicono', alla sua sesta partecipazione al festival Mannoia celebra le voci di ognuna di loro, nel tempo e nella storia. Opposti che vivono tra loro e gridano insieme l'identità eterna e inviolabile, un momento storico che vuole essere di riscatto e verità, in 'Mariposa' (tra gli autori anche 'Cheope' Alfredo Rapetti figlio del celebre giulio Rapetti Mogol), Fiorella Mannoia cita "Una nessuna centomila, madre figlia luna nuova”, in un ritmo latino in cui tra "negazione e pianto”. Si tratta anche di una delle poche canzoni che partecipano al Festival in cui compare un tema sociale e impegnato. Le altre sono 'Onda Alta' di Dargen D'Amico, una electro-pop-dance con tormentoni che sfondano dal tema migranti ("Navigando navigando verso Malta, senza aver nuotato mai nell’acqua alta") e guerra ("C’è una guerra di cuscini ma cuscini un po’ pesanti"), e 'Casa Mia' di Ghali in un 'urban' sound disco in cui tra sparatorie tra gang di quartiere e voglia di riscatto comunque "Non c’è mai Pace" e pensando alla guerra si domanda: "Ma come fate a dire che qui è tutto normale, con linee immaginarie bombardate un ospedale per un pezzo di terra o per un pezzo di pane". LaPresse) -SPE NG01 pna/sid
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