mercoledì 26 agosto 2026
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Segnalazioni

Rotta Balcanica, associazioni: «Confine orientale: basta respingimenti, chiudiamo i CPR!»

Luca Marsi·
Pubblichiamo il seguente comunicato da
 
Linea d'Ombra ODV, Trieste
Campagna Lesvoscalling
APS Lungo la rotta balcanica
Bozen Solidale
Collettivo Rotte Balcaniche Alto Vicentino
 
 
 
Confine orientale: basta respingimenti, chiudiamo i CPR!
 
La situazione sul confine orientale sta diventando sempre più complessa e difficile. Il culmine è la morte di un ragazzo albanese di 28 anni, detenuto nel CPR di Gradisca d’Isonzo.
La diagnosi: dose eccessiva di psicofarmaci.
Insieme a lui, un ragazzo marocchino, suo compagno di cella, che è stato salvato appena in tempo.
È il secondo morto in sette mesi, dopo il cittagino georgiano Vakhtang Enukidze nel gennaio scorso. Il 15 sera c’è stata una manifestazione spontanea sotto il CPR promossa dalla rete «No Cpr, no frontiere – Fvg», che insieme alla campagna LasciateCIEntrare sono in contatto costante con i reclusi e sono stati i primi a darne notizia.
Questo delitto di Stato, va però inquadrato nel contesto del confine orientale, sbocco della Rotta balcanica, dove continuano i respingimenti, chiamati ‘riammissioni’ dalla ministra Lamorgese, in base a un vecchio accordo del 1996 con il governo sloveno.
Sappiamo che i respingimenti non si fermano in Slovenia, ma proseguono in Croazia, la cui polizia, come è ormai ampiamente dimostrato e ipocritamente denunciato persino dall’UE, pratica sistematicamente violenze di ogni tipo e respinge in Bosnia e Erzegovina. Da tempo questi respingimenti avvengono con violenza e sistematicà da parte della polizia croata anche in Serbia, mentre Amnesty International nei suoi rapporti sui balcani parla apertamente di torture.
Su tutti i confini le polizie statuali si avvalgono della collaborazione di Frontex, e dalla Bosnia e Erzegovina sappiamo, inoltre, che quella polizia, da qualche tempo, sta gareggiando in violenza con quella croata.
Come realtà sociali impegnate in questi anni lungo la rotta balcanica e sui confini, non possiamo tacere di fronte a questa escalation di violenza. Non è vero come afferma Lamorgese che sulla Rotta Balcanica, non è presente nessuna emergenza tranne il covid. C'è una sequela intollerabile di violenze, prevaricazioni e abusi sistematici puntualmente rimossi.
Chiediamo l’immediata chiusura del CPR di Gradisca d’Isonzo e di tutti gli altri CPR e la libertà per le persone recluse.
La fine di qualsiasi abuso e respingimento, nonchè il pieno accesso delle persone migranti, che ne fanno richiesta, alle procedure per la richiesta di asilo.
 

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