martedì 18 agosto 2026
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Ritorno a scuola, studente triestino: "Scelta inopportuna, situazione troppo troppo critica. Meglio rimandare a settembre"

Luca Marsi·
La scuola in presenza non può essere sostituita dalla D.A.D in quanto esse offrono due metodi d’apprendimento diversi. Le stesse infatti si differenziano sulla base degli strumenti utilizzati per l’insegnamento.
 
Alla luce delle criticità che si sono presentate nelle varie Regioni, a causa dell’aumento dei casi positivi e delle terapie intensive ipersature. Sarebbe infatti stato più opportuno adottare ulteriori precauzioni e ottimizzare quelle già adottate, qualora non fosse possibile (e sembra che non lo sia del tutto) sarebbe senz’altro importante rimandare definitivamente l’apertura delle scuole a settembre del 2021.
 
Sono venuto recentemente a conoscenza della decisione presa dal Governo di far tornare gli studenti in presenza (anche se non totale nel caso delle superiori). Stiamo uscendo, anche se lentamente, da una situazione molto critica e il Governo afferma che “I ragazzi hanno bisogno di tornare a scuola”… Come se rientrare a scuola in queste circostanze fosse facile per tutti nonostante le varie precauzioni implementate per prevenire la diffusione del SARS-CoV-2. Quest’anno scolastico si è rivelato una grandissima delusione dovuta alle decisioni “sbrigative” adottate dal Governo alternando settimane in D.A.D. con qualche settimana in presenza creando confusione e problemi d’organizzazione fra gli studenti. 
 
Si, la didattica in presenza è fondamentale sotto molteplici aspetti: si apprende in maniera più efficace, garantisce più libertà ai genitori almeno durante le ore mattutine, crea un clima più empatico e mette a contatto gli studenti… ed infatti è proprio quest’ultimo il motivo per il quale è ancora troppo precoce tornare a scuola in presenza in quanto non si può garantire una totale assenza di contagio. Gli studenti non sono ancora vaccinati e l’unico mezzo per proteggersi è la mascherina. 
 
Riaprire a settembre 2021 sarebbe la scelta migliore da intraprendere in quanto vi sarebbero più soggetti vaccinati, inclusi i giovani (dando per scontato che le vaccinazioni continuino con lo stesso ritmo di adesso).
 
Inoltre, quasi tutti i professori sono stati vaccinati e quindi dovrebbero essere più “al sicuro”, ma gli studenti e le famiglie? Se un ragazzo dovesse avere un parente malato, o ad alto rischio di contagio, in casa? Sono fermamente convinto che siamo in una situazione precaria ed è ancora troppo presto per riaprire le scuole in quanto gli studenti hanno pochi mezzi per “difendersi”. Mancano tre giorni al rientro in classe, sarebbe propedeutico un ulteriore ripensamento riguardo l’apertura di Lunedì 12 aprile.
 
 
Non possiamo permetterci di ripetere gli errori passati!
 

Zambon Matteo

STUDENTE

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