Ricomincia la scuola con l'attesissimo ritorno dell'educazione civica
Pubblichiamo dall'insegnante Maria Luisa Paglia
Lunedì 14 settembre diverse scuole inizieranno le lezioni accogliendo alunne e alunni e distribuendo abbracci attraverso sguardi e parole di incoraggiamento ovattate dalle mascherine. In queste ultime settimane l'attenzione rivolta alla scuola si è concentrata sulla fornitura di banchi e dispositivi di sicurezza. Vorrei dedicare una riflessione alla parte educativa che coinvolge la professionalità di ogni docente e la capacità di contribuire al futuro della nostra società e che vede, in questo anno scolastico l'inizio ufficiale di un'altra disciplina, l'educazione civica. La mia lezione inizierà con un grande esempio di cittadinanza, quello di Willy morto per aver rispettato in modo coerente e fino alla fine quello che noi insegnanti sempre indichiamo come il comportamento più corretto; mai prevaricazione, mai violenza, fisica o verbale per far sentire le proprie ragioni, ma utilizzare la forza delle parole per instaurare un confronto civile e pacifico. Willy amante dello sport e osservante del far play, giovane studioso, socievole, dedito al volontariato, rappresenta tutto ciò che dovrebbe essere il cittadino del futuro. I fatti accaduti esprimono una certa società che contrasta quello che viene insegnato a scuola e questo deve farci riflettere sulla collaborazione ancora più fattiva che occorre instaurare tra la scuola e le famiglie. La scuola pubblica ha il dovere di intervenire in quegli ambienti in cui prevale un’educazione contraria ai principi costituzionali dell'uguaglianza, ambienti dove si predica la superiorità di un popolo nei confronti di un altro, dove lo sport è inteso solo come espressione dell’uomo forte, bullo, combattivo e viriloide. Lo dobbiamo alle nostre alunne e ai nostri alunni per crescere dei cittadini più evoluti non solo nella tecnologia ma soprattutto nella cultura, nella socialità, nella responsabilità, nell’ autonomia, per formare alla cittadinanza e alla vita democratica. Affinché mai più in futuro un genitore giustifichi un figlio omicida asserendo che tanto “…era un immigrato…”
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