Primo caso di cane positivo al Covid in Italia: «Si conferma la letteratura scientifica, non infetta gli umani»
Rilevato in Italia il primo caso di coronavirus riscontrato su un cane. Succede a Bitonto, due tracce del virus sono state rilevate su di una barboncina di poco più di un anno tramite un tampone eseguito il 5 novembre, e confermato da successivi test. Il cane non sembra presentare sintomi particolari, mentre la sua famiglia - composta da quattro persone - risulta positiva e con sintomi.
A fare la scoperta lo scienziato Antonio Decaro, professore ordinario di malattie infettive degli animali all'Università di Bari e componente dell'executive board del College europeo di microbiologia veterinaria, oltre che fratello del sindaco Antonio Decaro. Il professore barese studia fin dalla prima ondata cani e gatti per capire che impatto abbia su di loro il virus.
Decaro spiega a La Repubblica che «il cane non è in grado di infettare, perché anche se viene contagiato, il virus è presente in quantità modeste, per intenderci. Dunque si conferma quanto era già noto sulla base della letteratura scientifica internazionale. Bisogna trattare gli animali esattamente come se fossero altre persone. Quindi, anche a tutela della salute dei nostri animali, è opportuno affidarli agli amici o parenti non positivi che possano prendersene cura, se possibile. Si applica sempre il principio di massima cautela, pur sapendo che, ripeto, non sono un pericolo per la nostra salute. Il rischio di contagio dal cane o dal gatto è quasi zero. In tutto il mondo ci saranno una ventina di casi documentati».
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