Presidenti Italia-Slovenia a Trieste, manifestazione così com'è stata fatta che non cambierà l'idea della gente coinvolta
Volevo prima di snocciolare le mie impressioni sulla ritenuta importante giornata del 13 luglio fare una premessa che penso sia d'obbligo per chi sarà interessato a leggerle.
Come tutti sapranno ormai da decenni sono considerato un austriacante da tutti quelli che non sanno , fanno finta di non sapere o ritengono una cosa irrilevante i seicento anni di dedizione della nostra città alla Casa d'Austria, ma di questa loro opinione ne ero fiero prima lo sono adesso e lo sarò sempre.
Ad ogni modo essendo non legato a nessuna corrente politica ritengo di potermi permettere di dare una mia modesta opinione appunto su tale giornata.
Ho letto gli articoli rilasciati al nostro giornale locale a riguardo sia della visita alla Foiba di Basovizza, che quella al monumento dedicato ai caduti del Tigr e sia quella inerente alla restituzione del Narodni Dom alla comunità slovena della mia città e devo dire che analizzando le parole del capo di stato sloveno qualcosa non mi è stato molto chiara o meglio secondo me lo stesso ha volontariamente glissato con garbo su più di una chiarificazione nei confronti dello stato che lo ospitava incominciando appunto da quella relativa alla Foiba di Basovizza.
Perchè dico questo perchè dalle parole riportate, il Capo di stato sloveno specificava ampiamente tutto sugli uccisi del Tigr da parte del tribunale fascista, sui fatti successi al Narodni Dom compreso quello relativo alle vittime, ma aimè delle innumerevoli persone uccise e gettate nelle foiba compresa quella di Basovizza neanche una traccia.
Inoltre non ha mai accennato ai delitti perpetrati durante i quaranta giorni dell'occupazione titina a Trieste e ne tanto meno della obbligata fuga di migliaia di persone dalle loro case natali in Istria e Dalmazia di tutti coloro che non intendevano assoggettarsi a tale regime d' allora.
A tutto questo vorrei chiedere a tutte quelle associazioni di esuli partecipanti la cerimonia, se hanno fatto presente almeno al Capo dello Stato Italiano quali sono ancora i problemi di questa gente che ha perso tutto, se approvano o meno la linea di condotta dell' ANPI italiano sul negazionismo relativo alle foibe e se sono anche loro dell'idea di far togliere la medaglia data a suo tempo dal governo italiano al Maresciallo Tito persona coinvolta in primis su quanto sopra accennato.
Tutto quanto scritto non è certamente per innescare ulteriormente diatribe tra le opposte fazioni che comunque sono più che convinto che non verranno certamente assopite da questa manifestazione, ma invece perchè credo che finchè la storia non verrà scritta in maniera equa non ne verremo mai fuori.(vedere le tante cose ancora aperte relative al primo conflitto e mai risolte)
Concludo con due cose che ritengo fondamentali: la prima e che spero che simili strafalcioni sentiti dalla Rai nazionale a riguardo della collocazione di Trieste in Slovenia vengano in qualche modo ratificate e secondo che sarebbe il momento che più che fare manifestazioni di questo genere sI insegnasse a scuola la storia di queste terre in quanto sono più che convinto che la gran parte degli italiani che hanno visto i servizi offerti dai media nazionali in questa occasione siano ancora ampiamente all'oscuro nel conoscerli e questo lo dice uno che è triestino da generazioni e perciò non coinvolto personalmente in questo annoso problema tutt'ora irrisolto.
Fabricci Paolo
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