Oggi è la Giornata Internazionale contro il razzismo e le discriminazioni
«Oggi 21 marzo è la Giornata Internazionale contro il razzismo e le discriminazioni, il tema del 2020 è Il volto dell’umanità è l’unico che conosco. La data del 21 marzo fu scelta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a ricordo del massacro perpetrato dalla polizia sudafricana nel 1960, a Sharpeville, contro 69 manifestanti che protestavano pacificamente contro le leggi razziste emanate dal regime dell’apartheid». Lo sottolinea in una nota Maria Luisa Paglia di UnitedCultures
«In questo difficile momento - ancora - in cui tutta l’umanità dovrebbe fare fronte comune per combattere la guerra del Covid-19, una guerra che dovrebbe vederci uniti senza distinzione alcuna, una guerra che dovrebbe trovarci solidali, come sta succedendo con grandi o piccoli gesti, dalla Cina che ci invia tonnellate di presìdi sanitari insieme ad un gruppo di medici per condividere la loro esperienza, gli Stati Uniti che ci donano un ospedale da campo, fino al commovente gesto di un sarto del Gambia, residente in Italia, che si offre per realizzare gratuitamente delle mascherine. Ebbene in questa settimana, dedicata all’inclusione e alla sensibilizzazione contro le discriminazioni, a Trieste, siamo costretti ad assistere per l’ennesima volta all’incapacità di gestire l’emergenza , nascosta dietro una delle tante esternazioni del tristemente famoso rappresentante istituzionale, lo stesso che, non troppo tempo fa cacciava i senza tetto che dormivano presso il centro cittadino, solo per fare uno show in diretta, ma non comunicava dove sarebbero andati a dormire dopo la sua ripresa video; lo stesso che durante l’inverno buttava le coperte di un barbone nel cassonetto dei rifiuti; quello che adesso, si scaglia con offese e termini volgari contro il Presidente dell’ICS per il solo fatto di aver ricordato, che la responsabilità di trovare un alloggio a chi non ce l’ha, è delle istituzioni, soprattutto quelle comunali. Mentre in trincea abbiamo medici , infermieri, operatori sanitari, forze dell’ordine, commessi dei supermercati, tassisti e tantissimi volontari che stanno mettendo a rischio la loro vita per tutti noi, dobbiamo ancora assistere a tali episodi di intolleranza e disumanità? Non stiamo parlando di numeri stiamo parlando di persone, persone che scappano. Tutti vorremmo stare in una casa con il riscaldamento, il frigo pieno e la connessione Wi-Fi, o pensiamo veramente che ci siano esseri umani che scappano avendo tutto questo? Il virus sta mettendo a dura prova le nostre strutture sanitarie, ma credo che la prova maggiore sarà quella dell’umanità di ognuno di noi, che va al di là delle opinioni politiche e degli egoismi individuali, quella prova che ci mostrando eroi nelle corsie degli ospedali e miserie umane da isolare per evitare un contagio che porti all’estinzione dell’umanità. Il volto dell’Umanità è l’unico che conosco».
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