Nucleare, l'Italia punta su Ansaldo per i mini-reattori

"II governo vuole accelerare sul nucleare, facendo leva sul gruppo Ansaldo e puntando sulle nuove tecnologie. L'obiettivo, come sottolineato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin e dal vice premier Matteo Salvini è inserirsi in un trend globale in cui crescono gli investimenti su questa fonte di energia". È quanto riporta Il Messaggero nell'edizione di oggi. "Secondo l'ultimo studio redatto dalla World Nuclear Association sono già previsti 58 reattori in costruzione, 103 sono pianificati e 325 proposti. Solo in Europa ci saranno 45 nuove centrali nucleari entro il 2050. Martedì scorso i vertici di Ansaldo Nucleare hanno incontrato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. L'azienda si è detta pronta a fare la sua parte (…)", ha proseguito il quotidiano spiegando che "si punta ad aprire il prima possibile un tavolo di lavoro governativo, rendendo il nuovo nucleare parte importante della strategia energetica italiana dei prossimi anni, dopo l'inserimento nel Piano energia e clima con orizzonte al 2030 (…)". Anche "Enea, l'Agenzia per le nuove tecnologie, e il Gse (Gestore dei servizi energetici) sono in campo per fornire il loro supporto tecnico". A interessare sono "non solo le oramai note centrali "di quarta generazione" della fissione nucleare, il cui orizzonte di diffusione è tra 10 o forse 15 anni, ma anche i mini-reattori hi-tech, che sfruttano I'attuale tecnologia (la terza generazione, più inquinante), ma la rendono più efficiente e saranno messi sul mercato tra qualche anno. Mini-reattori su cui Ansaldo Nucleare, leader italiano nel settore, è in prima linea. (…) Ansaldo sta lavorando ai primi prototipi in tutta Europa ed è leader nel Continente in quelli veloci al piombo, su cui nel Regno Unito sono stati raggiunti alcuni risultati di buon auspicio. Il primo prototipo verrà realizzato in Romania in collaborazione con Enea", scrive Il Messaggero. "(…) Anche con la tecnologia di quarta generazione, però, secondo l'Agenzia internazionale dell'Energia, i costi delle rinnovabili, proiettati tra il 2030 e il 2050, saranno inferiori a quelli del nucleare (una centrale costa circa 11 miliardi). Non solo, per l'Onu il potenziale di riduzione di emissioni nette entro il 2030 di solare ed eolico è quattro volte maggiore rispetto al nucleare, anche se andrebbe risolto il problema non piccolo della mancata continuità energetica (...)". Sulla quarta generazione invece "Eni è in campo in collaborazione con il Mit di Boston. Il primo impianto provvisorio collegato alla rete (Arc) secondo l'ad Claudio Descalzi, potrebbe arrivare anche tra una decina d'anni, a Boston, il secondo 'nel Regno Unito, dove sono vogliosi e pronti a darci terreni'", ha concluso il quotidiano. (Energia Oltre)(set) foto sito ansaldo
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