Migranti, Serbia: "Oltre mille fermati a confine Ungheria"
Sono oltre mille i migranti irregolari intercettati e fermati dalla polizia serba in una vasta operazione avviata ieri e che è ancora in corso nel nord del Paese a ridosso del confine con l'Ungheria. Come ha detto alla tv pubblica Rts il colonnello Dragan Vasiljevic, assistente del direttore della polizia serba, tutti i migranti fermati sono stati trasferiti in centri di accoglienza in varie regioni del Paese. L'operazione, ha aggiunto Vasiljevic, era scattata ieri dopo che nella notte nella località di frontiera di Horgos si erano registrati scontri, anche con l'utilizzo di armi da fuoco, fra opposti gruppi di migranti e fra esponenti rivali di bande criminali di trafficanti. Sei migranti convolti nelle sparatorie sono stati condotti in ospedale con ferite di vario genere. Secondo Vasiljevic, sono state sequestrate armi automatiche, pistole, munizioni trovate in possesso di numerosi migranti, e anche simboli e vessilli dell'Esercito di liberazione del Kosovo (Uck), la guerriglia indipendentista albanese che combattè contro le forze serbe di Slobodan Milosevic nel conflitto armato del 1998-1999. I migranti coinvolti negli scontri, ha precisato Vasiljevic, sono in larga parte originari di Afghanistan e Marocco. Operazioni contro l'immigrazione illegale, ha aggiunto, sono state avviate anche in altre zone della Serbia, in particolare nelle regioni di frontiera a nord con l'Ungheria e a sud con la Macedonia del Nord. Le maggiori concentrazioni di migranti si registrano nei territori di Subotica, Kikinda, Sombor - tutte a ridosso della frontiera ungherese - a Vranje, pochi km dal confine macedone, e Pirot, non lontano dal confine con la Bulgaria. Ieri a Horgos si era recato il ministro dell'interno serbo Bratislav Gasic per seguire da vicino gli interventi delle forze dell'ordine a carico dei migranti irregolari. I flussi lungo la rotta balcanica, nonostante restrizioni e barriere erette dopo la drammatica crisi migratoria del 2015-2016, e malgrado il ritorno di freddo e intemperie, si sono intensificati negli ultimi tempi, con migliaia di migranti e profughi che da Asia centrale e Medioriente cercano in tutti i modi di raggiungere i Paesi dell'Europa occidentale. Assembramenti di centinaia di migranti si registrano nelle zone di frontiera dei Paesi della regione - in particolare fra Serbia e Ungheria, Macedonia del Nord e Serbia, Bosnia-Erzegovina e Croazia - ma un notevole incremento di presenze di migranti è avvenuto nelle ultime settimane anche a Belgrado, dove sono tornati ad affollarsi i punti di bivacco in parchi e spiazzi cittadini. Ciò provoca le crescenti proteste della cittadinanza, che teme per la propria sicurezza. (ANSAmed). QN
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