Lega, Fedriga: 'Io non sono il segretario'
"Lei mi ha presentato nel modo sbagliato". Così il presidente del Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, ha replicato sorridendo al conduttore di Metropolis su LaRepubblica.it, Gerardo Greco, che durante una diretta questa sera lo ha presentato ironicamente come segretario della Lega e non come presidente di Regione. Più volte nel corso dell'intervista Fedriga è stato definito, sempre con toni ironici, come possibile nuovo segretario del Carroccio dopo le elezioni, argomento su cui il presidente del Fvg ha glissato. Nessun pronostico infine sul risultato elettorale: "Non farò pronostici - ha concluso Fedriga - portano sfortuna. Speriamo di fare il migliore risultato possibile, poi si accetta" l'esito, "perché è frutto della libera espressione" degli elettori. (ANSA). FMS
Articoli correlati
SegnalazioniTrieste, denuncia di un cittadino: “A pochi metri dalla Slovenia sembra di entrare in un altro mondo”
Un confronto diretto tra la situazione osservata sul versante italiano del confine e quella riscontrata poche centinaia di metri più avanti, in Slovenia. È quanto racconta un cittadino triestino, che esprime amarezza per le condizioni di al
SegnalazioniViabilità bloccata in centro, un triestino: "Le proteste non dovrebbero fermare un'intera città"
Le ripercussioni sulla viabilità provocate dal corteo che giovedì pomeriggio ha attraversato il centro di Trieste continuano a far discutere. Dopo le temporanee chiusure al traffico e i rallentamenti registrati lungo il percorso della manif
SegnalazioniTrieste, la riflessione di una lettrice: "Essere astemi oggi sembra quasi una penalizzazione"
Una riflessione sul rapporto tra locali, aperitivi e consumo di alcol. È quella che una lettrice di Trieste Cafe ha voluto condividere con la redazione dopo un episodio vissuto in un risto-bar della città, trasformandolo in un'occasione per
SegnalazioniTrieste, lo sfogo di una cittadina: “Educate i vostri figli alla sicurezza, non agli insulti”
Uno sfogo nato da un episodio vissuto nel traffico cittadino e che, nel giro di poche righe, apre una riflessione più ampia sul tema dell'educazione stradale e del rispetto reciproco. Una lettrice di Trieste Cafe racconta di essere rimasta
