giovedì 22 ottobre 2026
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La popolazione mondiale è destinata a ridursi entro il 2100: L’Italia sarà dimezzata

Luca Marsi·
“Dopo un'impennata che porterà la popolazione mondiale a circa 9,7 miliardi di individui nel 2064 (attualmente si attesta a 7,8 miliardi di persone). Si prevede che dopo aver toccato il picco, atteso fra 44 anni, il numero di esseri umani si ridurrà a 8,8 miliardi.” Questo quanto emerge da uno studio condotto dell'Università di Washington, gli esperti hanno messo a punto un modello matematico in grado di stimare l'impatto di fattori come mortalità, declino della fertilità, migrazioni e cambiamenti climatici sulla popolazione globale dei prossimi otto decenni. L'ultima volta che fu registrata una decrescita demografica globale è accaduto durante il quindicesimo secolo, nel Medioevo, a causa della diffusione della peste nera. La popolazione globale, dunque subirà un'impennata fino al 2064, per poi iniziare a ridursi in modo significativo alla fine del secolo. Questo è tuttavia il dato globale, poiché dal modello matematico prodotto dagli scienziati americani emergono sostanziali differenze fra le diverse aree geografiche. Diversi Paesi fra i quali Spagna, Italia, Portogallo, Giappone, Thailandia e Corea del Sud subiranno un crollo della popolazione superiore al 50%. È un dato che in Italia non stupisce, visto il bassissimo tasso di natalità. Secondo il professor Stein Emil Vollset, ci sono due fattori principali che possono spiegare questo crollo della popolazione mondiale: “I miglioramenti nell'accesso ai contraccettivi e l'educazione delle ragazze e delle donne, guidano il tasso di fertilità. Si prevede che questo dato diminuirà costantemente, da 2,37 nel 2017 a 1,66 nel 2100, ben al di sotto del tasso minimo (2,1 nati vivi per donna) ritenuto necessario per mantenere il numero della popolazione”. Ha concluso il professore.

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