La magia del Ferragosto: i ricordi di una triestina

Una triestina ha recentemente condiviso un ricordo prezioso su un gruppo social, riportandoci indietro nel tempo a un Feragosto di tanti anni fa.
"Mi ricordo bene di come, una settimana prima di Ferragosto, si cominciava a parlare della gita che avremmo fatto quel giorno. Era zio Mario a organizzare tutto: lui era il capo, e noi eravamo tutti lì dietro di lui. Era un uomo di grande valore, un vero lavoratore, e amava riunire tutta la famiglia almeno una volta l'anno, sentendosi così ancora più patriarca.
E infine arrivava il giorno tanto atteso. Tutti in abiti festivi: Mariuccio, suo figlio, con la sua Dauphine celeste, zio con le braghe di grisaglia, la camicia appena stirata e le cravatte larghe; Patrizia, sua nipote, con i capelli color della luna, la riga di lato, il vestito con la cerniera e le pieghe, calzini bianchi e scarpe di vernice con fibia. Era una ragazza un po' fuori dalla norma, non come noi, anche perché viveva in città e veniva a trovare i nonni solo il sabato. C’era anche zia Eta, la mamma e papà che guidava una giardineta verde con i sedili marroni, duri come il cartone… Noi eravamo il popolo.
Zio, con l'auto celeste e il seguito, sembrava tutto un altro, ma in realtà era un semplice uomo. Per una volta all'anno, però, riuscivamo a essere tutti d’accordo.
E così iniziava 'il viaggio'. Era tutto una meraviglia per chi non era abituato a uscire di casa. Su per la salita di Muia Vecia, si sentiva già l'odore di festa e in giro... tanta gente, le bancarelle, i giocattoli, le girandole e... l'odore dei dolci. Festa, insomma... che bellezza!
Dopo la Messa al Santuario, ci dirigevamo verso una trattoria vicina: un grande tavolo lungo, senza pretese, e noi, come dei bambini, chiacchieravamo contenti. Radicchio con le uova e caramai fritti: bastava questo per farci felici e sentirci bene, in famiglia.
Ricordo che il gabinetto era in campagna, chiuso con una porta di legno e dentro c’era un buson che dovevi tenere per non cadere. Faceva la guardia un gallo assai grande, con la cresta come un elmo. Abbiamo riso tanto... ma, in quel tempo, ci divertivamo con poco."
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