Iss: "Efficacia booster vaccino resta a 90% su malattia grave"
L'efficacia del vaccino (cioè la riduzione percentuale del rischio nei vaccinati rispetto ai non vaccinati) nel periodo di prevalenza Omicron (a partire dal 3 gennaio 2022) nel prevenire la diagnosi di infezione da Sars-CoV-2 è pari al 41% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 32% tra i 91 e 120 giorni, e 43% oltre 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale e pari al 58% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster.
L'analisi è contenuta nel report esteso dell'Istituto superiore di sanità pubblicato oggi. Sulla malattia severa la protezione è al 71% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 71% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni, e 72% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni.
Arriva invece all'89%, e resta alta, nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster.
"Siamo sempre conservativi sulla stima dell'efficacia del vaccino sia per i contagi che per la trasmissione", spiega all'ANSA Patrizio Pezzotti, direttore del Reparto di Epidemiologia Iss. "Per quanto riguarda i contagi, tre i fattori che incidono sulle stime: varianti sempre più trasmissibili; comunque una perdita di capacità della vaccinazione nel tempo a proteggere per il rischio di infezione; terzo un problema legato al fatto che le persone che si sono infettate ma che non hanno fatto la diagnosi ci portano a far sottosimare l'efficacia vaccinale. Abbiamo una popolazione che è immune, e questo tende a favorire i non vaccinati, ma non sappiamo come tenerne conto nelle nostre stime. La vaccinazione - tiene a sottolineare l'esperto - resta raccomandata".
(ANSA). GU
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