venerdì 23 ottobre 2026
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29/09 Studio Sandrinelli
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Segnalazioni

Il toccante discorso di due bimbi triestini: «Siamo rinchiusi in casa tristi, perché gli altri invece escono liberamente?»

Luca Marsi·
La lettera di Sara ed Anthony:
«Ciao io sono Sara e ho 10 anni, io sono Anthony e ho 4 anni. Noi siamo chiusi in casa da tanto, la scuola non c'è più e ci manca tanto, giocavamo e studiavamo; ora, mamma ci ha detto che non si può più uscire finché il virus non ci sarà più, non vuole che ci venga la tosse, le nostre giornate sono strane senza la scuola.Non vediamo più i nostri amici e non andiamo neanche a fare la spesa: ci va mamma da sola perché dice che ha paura per noi e fa bene. Io e mio fratello vediamo la TV e ci sono tanti malati con i tubi, spero finisca presto, abbiamo bisogno della scuola. Dalla finestra vedo tante persone senza mascherina e che chiacchierano con il giornalaio. Ma non hanno detto così, hanno detto che tutti dovevano restare a casa invece loro chiacchierano, ridono e scherzano e io e mio fratello chiusi in casa, ma il virus può attaccare anche loro? Però non lo trovo giusto che a tutti quelli che fanno passeggiate non interessi che tutti i bambini restino in casa, spero finirà presto. Ora iniziano le belle giornate e voglio andare presto a fare una camminata con mamma senza che nessuno ci fermi e senza mascherina: sapete l'ho provata, non si respira e poi vorrei vedere il mio papà e tutto il resto della famiglia, ma non posso partire per un'altra città, troppo spostamento per arrivare da lui; anche mio fratello chiede spesso del papa ma non può andarci. Sta in un'altra città pure lui, io non capisco perché la gente può uscire e noi no. Anche noi abbiamo le regole a scuola, ma se facciamo qualcosa la maestra ci sgrida e a loro chi li sgrida?»
 
 

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