Il medico Zorzut: «60.000.000 di tamponi molecolari a tutti gli italiani? Meglio di no »
La recente proposta di effettuare i tamponi molecolari a tutta la popolazione italiana lascia perplessi.
Fare 60.000.000 di tamponi molecolari a tutti gli italiani, considerato che attualmente si raggiungono con difficoltà i 100.000 tamponi al giorno comporterebbe, oltre ad una serie di altri problemi, una inadeguatezza temporale nel completamento dell'iniziativa.
Ammettendo, in via puramente teorica, che si riescano ad eseguire con difficoltà diciamo 300.000 tamponi/giorno x 182 giorni significa che sarebbero necessari almeno 6 mesi...
Non sarebbe affatto una foto epidemiologica puntuale della situazione, ma una procedura che una volta conclusa, andrebbe appena rifatta per individuare quelli che sono divenuti positivi nei mesi successivi alla effettuazione del test,
Non sono chiare neanche le conseguenze operative di questa rilevazione, certo non sarebbe ipotizzabile mettere in quarantena centinaia di migliaia di persone, appena rilevata la positività.
Inoltre questo programma richiederebbe un elevato impiego di personale sanitario dedicato, che verrebbe distolto da altri compiti, una costosa e appena da verificare disponibilità di reagenti e un impiego quasi totale delle risorse dei laboratori di virologia in grado di processare i tamponi molecolari cosi raccolti.
Sarebbe come vuotare uno stagno con un secchio, un'iniziativa, non solo velleitaria, ma anche non significativa.
E' evidente che se si facessero 100.000 tamponi al giorno i numeri degli infetti, che non sono ammalati, sarebbe alto e verrebbe interpretato come un peggioramento della pandemia, mentre se i tamponi non venissero più effettuati la pandemia, visti i bassi numeri dei ricoveri e dei decessi attuali, sarebbe ritenuta esaurita.
Le risorse invece, sempre limitate, vanno allocate in modo mirato stabilendo delle priorità precise per tracciare e limitare i focolai con la ricerca dei casi secondari attraverso il contact tracing, visto l'incremento attuale dei casi nazionali e regionali e l'imminente apertura delle scuole e delle università.
Articoli correlati
Segnalazioni«Il San Daniele lascia il posto al cous cous»: triestina contesta le scelte nelle mense scolastiche
Una triestina contesta l’esclusione della carne di maiale e dei suoi derivati dalle mense scolastiche, richiamando il valore del prosciutto di San Daniele e la possibilità di scelta per gli alunni. In una lettera inviata alla redazione, la
SegnalazioniElogio al personale di Cattinara: «Avevo tanta paura, ma mi hanno regalato sorrisi, gentilezza e umanità»
A volte basta un sorriso per trasformare la paura in serenità. Una parola pronunciata con dolcezza, una mano tesa nel momento giusto, la capacità di comprendere l'ansia di chi sta per affrontare un esame medico. Sono piccoli gesti che posso
SegnalazioniPerché a Trieste l'arrivo della bora è il momento giusto per controllare l'olio motore
A Trieste il cambio di stagione si sente prima che altrove. Basta una giornata di bora per far crollare la temperatura di diversi gradi in poche ore, e l'umidità che sale dal golfo resta comunque alta anche quando il vento si placa. Per chi
SegnalazioniNoleggio auto di lusso negli Emirati Arabi Uniti: dalla ferrovia urbana alle strade del deserto
Dalle città al deserto: alla scoperta degli Emirati Arabi Uniti con un’auto a noleggio Un viaggio riesce davvero solo se il mezzo di trasporto è quello giusto. E qui al volante si sta bene: autostrade larghe, asfalto impeccabile, paesaggi d

