sabato 10 ottobre 2026
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Guerra, la tragica testimonianza: "Sapete cos'è il dolore? È vedere la mamma morire davanti ai propri occhi"

Luca Marsi·
Una storia davvero da brividi quella Katia, una 16enne di Maripol, è riuscita a raccontare alla volontaria Vira che si sta occupando di ragazzi e bambini evacuati dalla città dell’Ucraina sudorientale, tra le più colpite nella guerra. "Sapete cos’è il dolore? Una volta mi ero innamorata di un ragazzo, ma lui non si era innamorato di me, pensavo che facesse male. Mi sono sbagliata. Il vero dolore è vedere la mamma morire davanti ai propri occhi”, ha raccontato la 16enne sottolineando di aver vissuto con la mamma e il fratellino dentro ad uno scantinato buio e umido. "Andavamo in bagno, dormivamo, mangiavamo quel poco di cibo che ci era rimasto, tutto nello stesso scantinato. Dopo il quinto o sesto giorno abbiamo cotto sul fuoco un piccione e lo abbiamo mangiato", racconta la 16enne. "E poi abbiamo vomitato. Mamma ha resistito fino all’ultimo, ma tre giorni prima della nostra evacuazione è morta. Ho detto al mio fratellino che si era addormentata, non bisognava svegliarla. Ma penso abbia capito tutto. Aveva capito anche quando era morta la vicina di casa, ma non riuscivamo a portala fuori e ha iniziato a puzzare. l cadaveri puzzano così tanto. Erano ovunque lì. Io non credo più al vostro Dio. Se ci fosse, noi non soffriremmo così tanto. Mia mamma non ha mai, e dico mai, fatto nulla di male. Un’altra cosa che fa paura -ha aggiunto- è quando i bimbi piangono, ma non si può. Era pericoloso che li sentissero. Questi orchi trovavano così le persone nascoste negli scantinati e le uccidevano. Chi è sopravvissuto racconta che i soldati russi potevano violentare bambini, vecchie, persino i cadaveri. Voglio morire, ma non posso. Abbracciate i vostri bambini. Altrimenti, quando non ci sarete più, loro non si ricorderanno il vostro odore. Se riuscirò a resistere e avrò dei figli, li abbraccerò tutto il giorno".

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