martedì 20 ottobre 2026
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Covid, Arcuri: “I vaccini in Italia entro due mesi”

Luca Marsi·
I primi vaccini in Italia tra due mesi, prima agli operatori sanitari e agli anziani, distribuiti attraverso un piano del ministero della Salute: un "meccanismo centralizzato" e non su base regionale. Il countdown per l'arrivo della cura anti-Covid nel Paese è cominciato inseguendo una data ufficiale: "Confidiamo di poter vaccinare i primi italiani alla fine di gennaio", annuncia il Commissario per l'emergenza, Domenico Arcuri. A ricevere subito le dosi saranno un milione e 700mila cittadini, che saranno scelti in base ad una serie di categorie individuate in funzione della loro "fragilità e potenziale esposizione al virus". Dunque davanti alla fila ci saranno, com'era prevedibile, le persone che negli ospedali lavorano in prima linea sul fronte della lotta al virus, ma anche gli anziani e i fragili. In coda i più giovani. Parole di speranza arrivano dallo stesso premier Giuseppe Conte, per il quale la distribuzione, in tutto il mondo, dovrà essere "equa" e sarà "una sfida enorme che richiede una pianificazione molto accurata". In queste settimane di attesa sarà messo a punto un piano del ministero della Salute che prevederà un determinato target di persone. La cura non avverrà quindi "da domani né da subito per tutti" e la distribuzione non sarà su base regionale, ma "il governo ha deciso per una centralizzazione del meccanismo", individuando le categorie dei primi cittadini per i quali la somministrazione - da parte di medici e di chiunque sia già deputato farlo - sarà necessaria, spiega il commissario Arcuri, investito in queste ore dal Governo anche come responsabile del piano operativo per la distribuzione delle dosi in Italia. "Non serve avere il vaccino in un luogo A piuttosto che in un luogo B", sottolinea il Commissario, frenando le parole di chi, come l'assessore alla Sanità della Sardegna, Mario Nieddu, si diceva già sicuro che "entro gennaio" sarebbe arrivato nella propria regione.

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