Adesso Trieste su restrizioni in piazza Libertà: «Sicurezza e solidarietà non sono in alternativa»

Aprire un confronto operativo tra istituzioni, servizi sanitari e associazioni e mettere a disposizione l’ex Mercato di via Gioia per la distribuzione dei pasti e la prima assistenza. È la richiesta avanzata da Adesso Trieste, che interviene sul recente comunicato della Questura relativo alla gestione di piazza Libertà e contesta l’efficacia delle restrizioni alle attività di volontariato.
«Dalla Questura molte giustificazioni, ma nessuna soluzione» è il giudizio espresso dal movimento, che pone al centro della propria posizione un principio: «Sicurezza e solidarietà non sono in alternativa».
Le critiche all’efficacia delle misure
Adesso Trieste precisa di non mettere in discussione il lavoro delle forze dell’ordine né la necessità di garantire la sicurezza. Le contestazioni riguardano invece la coerenza delle misure adottate e la capacità di affrontare le criticità della piazza.
Il movimento richiama i dati sugli impieghi di personale riportati nel comunicato della Questura e sostiene che, a fronte delle risorse mobilitate da aprile, il persistere dei problemi richieda un cambiamento di approccio.
Secondo Adesso Trieste, la risposta non dovrebbe tradursi in ulteriori limitazioni dell’assistenza, ma in un intervento capace di affrontare insieme sicurezza, accoglienza e bisogni sanitari.
Chiarelli e Monti: «Le risorse vadano sul contrasto ai reati»
I portavoce Barbara Chiarelli e Federico Monti definiscono «paradossale» il rapporto delineato tra sicurezza e volontariato.
«La Questura riconosce che anche le persone migranti e i volontari sono stati vittime di aggressioni, ma la misura adottata è restringere il raggio d’azione di chi presta soccorso», dichiarano.
Per i due esponenti, occorre distinguere il contrasto alle attività illecite dagli interventi di aiuto: «Se il problema sono le violenze e lo spaccio, le risorse vanno concentrate sul contrasto ai reati, non sulla distribuzione di un pasto o sulle cure mediche».
Laterza contesta lo stop nel fine settimana
Una parte delle critiche riguarda il divieto di assistenza durante il fine settimana. Il capogruppo comunale Riccardo Laterza contesta le motivazioni che, secondo la ricostruzione del movimento, erano state inizialmente associate alla tutela del passeggio, delle attività commerciali e dello svago.
«Un’impostazione che subordina il supporto a persone fragili all’intrattenimento», sostiene Laterza, osservando che questi riferimenti non compaiono nel successivo comunicato della Questura.
Il consigliere interpreta tale differenza come un segnale di incoerenza e paventa «il rischio che l’unico vero obiettivo sia spingere la marginalità fuori dalla vista della città, senza affrontarne le cause».
La richiesta di un coordinamento stabile
Chiarelli e Monti chiedono un maggiore coordinamento tra Questura, Prefettura, Comune, servizi sanitari e terzo settore. A loro giudizio, il richiamo al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica deve tradursi in un piano condiviso, con responsabilità definite.
«Una crisi sociale, sanitaria e di accoglienza non si governa unicamente come una questione di ordine pubblico», affermano i portavoce, criticando il ruolo finora svolto dall’amministrazione comunale, che accusano di sottrarsi alle proprie responsabilità.
La richiesta è quindi quella di affiancare agli interventi delle forze dell’ordine una gestione strutturata dell’assistenza e dell’accoglienza.
Nicolini rilancia l’ex Mercato di via Gioia
Sul piano delle proposte, il consigliere comunale Kevin Nicolini torna a indicare l’ex Mercato di via Gioia come possibile spazio per organizzare la distribuzione dei pasti e la prima assistenza in condizioni dignitose e controllate.
Nicolini riferisce di aver interpellato il sindaco sul tema nella giornata di ieri, senza aver ottenuto risposta.
La disponibilità dello spazio, nella proposta di Adesso Trieste, dovrebbe essere accompagnata da una cabina di regia permanente tra istituzioni, aziende sanitarie e associazioni.
«È l’unico modo per allentare la pressione su piazza Libertà e tutelare contemporaneamente residenti, volontari e persone assistite», sostiene il consigliere.
L’appello a Prefettura, Questura e Comune
Il movimento conclude chiedendo alle tre istituzioni di aprire subito un confronto operativo con tutte le realtà coinvolte, individuando compiti e responsabilità precise.
L’obiettivo dichiarato è rendere piazza Libertà sicura e vivibile per tutti. Per Adesso Trieste, tuttavia, le restrizioni all’assistenza e lo spostamento delle persone non possono sostituire un piano che affronti le cause dell’emergenza.
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