giovedì 22 ottobre 2026
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Segnalazioni

Covid-19, Censis: “Povertà assoluta per altre 2,1 milioni di famiglie”

Luca Marsi·
Povertà assoluta per altre 2,1 milioni di famiglie a causa del coronavirus. Lo rileva il nuovo studio realizzato da Censis e Confcooperative dal titolo "Covid, da acrobati della povertà a nuovi poveri.” La nota continua: “Sfruttati, mortificati, mal pagati, senza una rete di protezione sociale e risparmi cui attingere, con un futuro previdenziale da incubo. Sono i lavoratori che durante il lockdown hanno visto crollare all'improvviso il loro reddito". Si tratta principalmente di chi ha sempre guadagnato il minimo per sopravvivere, ma che sono stati messi in ginocchio dal lockdown. Sono almeno 1.059.000 i nuclei familiari che vivono esclusivamente di lavoro irregolare (il 4,1% del totale). Di questi, più di uno su tre (350mila) è composto da cittadini stranieri. Un quinto ha minori fra i propri componenti, quasi un terzo è costituito da coppie con figli, mentre 131mila famiglie possono contare soltanto sul lavoro non regolare dell'unico genitore.   La metà degli italiani (50,8%) ha sperimentato un'improvvisa caduta delle proprie disponibilità economiche, con punte del 60% fra i giovani, del 69,4% fra gli occupati a tempo determinato, del 78,7% fra gli imprenditori e i liberi professionisti. La percentuale fra gli occupati a tempo indeterminato ha raggiunto il 58,3%. Durante i mesi di stretto lockdown, 15 italiani su 100 hanno visto ridursi il reddito del proprio nucleo familiare più del 50%, mentre altri 18 italiani su 100 hanno subito una contrazione compresa fra il 25 e il 50% del reddito, per un totale di 33 italiani su 100 con un reddito ridotto almeno di un quarto. Ancora più drammatica la situazione fra le persone con un'età compresa fra i 18 e i 34 anni, per le quali il peggioramento inatteso delle propria situazione economica ha riguardato 41 individui su 100.   Fra i giovani le attese negative salgono al 51,9%, mentre per le persone con un'età fra i 35 e i 44 anni la riduzione del reddito appare probabile nel 53,2% dei casi. Per i lavoratori indipendenti e i liberi professionisti, la percentuale raggiunge il 72,1%.

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