Coronavirus arresta la chirurgia, oltre 600mila gli interventi da recuperare
Sono oltre 600mila gli interventi messi in stand-by dalla pandemia e ancora non recuperati, nonostante l’attività ordinaria sia ripartita. Questo va a discapito dei malati oncologici. Per quanto riguarda la chirurgia, a soffrire è nel complesso l’attività chirurgica in elezione che appena nel 21% dei centri è tornata a funzionare a pieni giri.
A mettere in ginocchio l’attività ospedaliera classica anche, la carenza di anestesisti (51%), di personale infermieristico (41%) e di chirurghi (8%). Piero Marini, primario del San Camillo, riconfermato alla guida di Acoi nazionale, spiega che «La ripartenza è stata molto lenta per difficoltà di risorse umane e tecnologiche. Non si è fermato il fenomeno del contenzioso medico legale. Ci chiamano eroi poi però non dimenticano di chiamarci in tribunale. Gli interventi persi si accumulano, i tumori non possono aspettare. Per fortuna la chirurgia d’urgenza si è ripresa se non al 100%. Significa che chi va al pronto soccorso riceve adeguata assistenza. C’è ancora paura nei pazienti. Tutto il personale che sarebbe dovuto arrivare di rinforzo agli organici ancora non l’ho visto».
Domenico D’Ugo, coordinatore della società europea di oncologia chirurgica, «Siamo in grave difficoltà.I casi da trattare aumentano perché a quelli diagnosticati regolarmente si aggiungono i pazienti che arrivano con almeno due mesi di ritardo, in stato più avanzato per aver saltato gli screening durante il lockdown. I tempi medi di degenza si allungano e ogni giorno in più impedisce di far subentrare un altro malato in attesa del letto».
Segnalato poi all’Oms l’interruzione dei servizi dedicati alle malattie non trasmissibili e fra questi gli screening per il cancro: un problema che potrebbe comportare un aumento del 10% della mortalità per cancro al seno e del 15% del cancro al colon.
Articoli correlati
SegnalazioniTrieste, immigrazione e welfare: «Sul ricongiungimento familiare servono criteri economici più severi»
Alzare il reddito minimo necessario per richiedere il ricongiungimento familiare degli immigrati presenti in Italia. È la proposta avanzata dal triestino Marco M. , che interviene sul tema sostenendo la necessità di rendere più stringenti i
SegnalazioniTrieste strapiena di turisti, una residente spiazza tutti: “Ne voglio ancora di più, 365 giorni l’anno”
Mentre spesso il dibattito cittadino si concentra sul rapporto tra turismo, vivibilità e affollamento del centro, una triestina sceglie una posizione decisamente diversa e senza mezze misure: per lei Trieste dovrebbe essere piena di turisti
SegnalazioniEstate a Trieste, una residente: "Il gelato costa troppo, così diventa difficile concedersi uno sfizio"
Una semplice osservazione, ma che potrebbe rispecchiare il pensiero di molte persone. Una cittadina triestina ha voluto condividere una riflessione sul costo del gelato, uno dei prodotti simbolo dell'estate, evidenziando come i prezzi siano
SegnalazioniTrieste, denuncia di un cittadino: “A pochi metri dalla Slovenia sembra di entrare in un altro mondo”
Un confronto diretto tra la situazione osservata sul versante italiano del confine e quella riscontrata poche centinaia di metri più avanti, in Slovenia. È quanto racconta un cittadino triestino, che esprime amarezza per le condizioni di al
