Vajont: Anzil, "valutiamo ingresso Regione Fvg in Fondazione"

"L'ingresso della Regione nella Fondazione va valutato sulla base di elementi giuridici, patrimoniali e progettuali, con l'obiettivo di comprendere quale contributo il Friuli Venezia Giulia possa offrire alla valorizzazione della memoria del Vajont e allo sviluppo delle attività culturali, formative e di ricerca. Alla luce delle informazioni acquisite oggi e della relazione presentata dal direttore, la Giunta regionale valuterà la partecipazione. Ringrazio i rappresentanti della Fondazione e confermo l'apprezzamento per l'attività finora svolta e per il programma dei progetti futuri". Lo ha dichiarato il vicegovernatore con delega alla Cultura, Mario Anzil, a margine dell'audizione tenutasi oggi in Aula a Trieste con il neopresidente della Fondazione, Claudio Barzan, il presidente uscente Roberto Padrin e il direttore Mauro Carazzai. Per Anzil, "È necessaria una valutazione giuridica e progettuale per definire le modalità e i termini di un'eventuale partecipazione della Regione Friuli Venezia Giulia alla Fondazione Vajont, a seguito dell'audizione odierna".
Tra gli aspetti da esaminare figurano l'ammontare dell'attuale fondo patrimoniale, il contributo annuale richiesto alla Regione, il programma pluriennale delle attività e le possibili iniziative da sviluppare per ampliare e arricchire l'offerta culturale rivolta alle comunità del territorio regionale. Saranno inoltre approfonditi gli aspetti relativi all'organizzazione e al personale della Fondazione. "La memoria del Vajont non riguarda soltanto il passato, ma interpella ancora oggi le istituzioni sui temi della prevenzione, della responsabilità e della consapevolezza dei rischi. Per questo è importante valutare come un'eventuale partecipazione della Regione possa rafforzare un progetto culturale di interesse per l'intera comunità, valorizzando il patrimonio documentale, il coinvolgimento delle scuole e la formazione delle nuove generazioni. La decisione dovrà fondarsi su un quadro chiaro degli impegni economici e delle opportunità concrete di collaborazione", ha concluso Anzil.
L'ipotesi illustrata prevede una quota annuale di partecipazione pari a 375mila euro, senza ulteriori compartecipazioni finanziarie, salvo eventuali iniziative straordinarie legate a ricorrenze particolari, come il cinquantesimo e il sessantesimo anniversario della tragedia. Costituita il 18 ottobre 2003, la Fondazione opera per mantenere viva la memoria del disastro del Vajont attraverso attività di divulgazione, formazione e ricerca. Gli enti pubblici rappresentano complessivamente il 60 per cento del capitale. Di particolare rilievo è il lavoro svolto attraverso gli informatori della memoria, una rete di 43 volontari in convenzione, formati con corsi specifici, che ogni anno accoglie circa 150mila visitatori. La Fondazione promuove inoltre iniziative rivolte alle scuole e collabora con le università su progetti di ricerca dedicati alla prevenzione, alla gestione del rischio e alla responsabilità. Tra i progetti di maggiore valore documentale figura la digitalizzazione del fondo relativo al processo sul Vajont: l'Archivio processuale del disastro della diga del Vajont è iscritto dal maggio 2023 nel Registro internazionale Memoria del Mondo dell'Unesco.
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