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Urbanistica. Amirante: "Al Cal la riforma del governo del territorio"

redazione ·
Urbanistica. Amirante: "Al Cal la riforma del governo del territorio"

La nuova legge regionale sul governo del territorio è stata illustrata oggi al Consiglio delle Autonomie locali (Cal) dall'assessore regionale a Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, che ne ha presentato i principi generali e la struttura dell'articolato. Il Cal ha espresso intesa all'unanimità. "Si tratta di una riforma importante e complessa che richiederà ancora un percorso di approfondimento e confronto - ha evidenziato Amirante -. L'iter sarà necessariamente lungo e il provvedimento non approderà in Aula prima di alcuni mesi. L'obiettivo è arrivare a un testo condiviso e capace di accompagnare il territorio nei prossimi decenni". L'assessore ha ricordato che la norma interviene esclusivamente sulla materia urbanistica, superando integralmente la Parte I della legge regionale 5/2007, mentre resta confermata la disciplina del paesaggio, definendo con chiarezza il rapporto con il Piano paesaggistico regionale. Tra gli elementi qualificanti della riforma, Amirante ha indicato la co-pianificazione come metodo ordinario di costruzione delle scelte territoriali. "La co-pianificazione rappresenta il cuore della nuova legge. Vogliamo costruire una relazione diversa tra Regione e Comuni, fondata sul confronto e sulla condivisione delle strategie territoriali, soprattutto alla scala dell'area vasta".

La riforma prevede infatti una ridefinizione dei livelli di pianificazione: un livello regionale, nel quale operano Regione e Consorzi di sviluppo economico; un livello intermedio articolato in 12 Sistemi territoriali locali, come sedi di concertazione e coordinamento, e il livello comunale. Secondo Amirante, un altro passaggio fondamentale riguarda il superamento della tradizionale impostazione basata sulla rigida zonizzazione urbanistica. L'assessore ha inoltre ricordato il percorso partecipativo che ha accompagnato la predisposizione della riforma. "Abbiamo incontrato tutti i Comuni del Friuli Venezia Giulia, i Consorzi, le Comunità, gli Ordini e i Collegi professionali, avviando un confronto che prosegue ancora oggi".

Sul fronte della conformazione al Piano paesaggistico regionale, Amirante ha evidenziato i risultati raggiunti grazie alle recenti semplificazioni procedurali. Le procedure definitive concluse sono passate da 4 nel periodo 2021-24 a 21 nel biennio 2024-26; sono inoltre attivi 28 tavoli tecnici, sono state chiuse 62 conferenze di servizi paesaggistiche, mentre 37 procedimenti attendono l'adozione della variante comunale. Nel corso dell'illustrazione, l'assessore ha richiamato alcuni contenuti fondamentali del disegno di legge. La norma individua le finalità della pianificazione territoriale e urbanistica, fondate sulla rigenerazione urbana e territoriale, sulla sostenibilità e sul contenimento del consumo di suolo, introducendo il concetto di "città pubblica", intesa come sistema integrato di servizi, edilizia residenziale pubblica e a prezzi accessibili, spazi pubblici, verde e mobilità sostenibile.

Si definisce la rigenerazione urbana come strumento prioritario per recuperare aree degradate, sottoutilizzate o obsolete, promuovendo nuovi processi sociali, economici e culturali e privilegiando il riuso del patrimonio edilizio esistente. Centrale il principio del contrasto al consumo di suolo e il concetto di bilancio del consumo stesso e viene introdotta la possibilità di perequazione e compensazione urbanistica a livello intermedio e comunale. Nella predisposizione della riforma, la Regione ha svolto anche un confronto comparativo con le più recenti normative urbanistiche adottate da Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Marche e Campania, con l'obiettivo di individuare le migliori soluzioni già sperimentate a livello nazionale. "Vogliamo dotare il Friuli Venezia Giulia di una legge moderna - ha concluso Amirante - che favorisca la rigenerazione del costruito, riduca il consumo di suolo, rafforzi la capacità di pianificazione strategica della Regione e renda più semplice e chiaro il rapporto tra tutti i livelli istituzionali coinvolti nel governo del territorio".

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