Pellegrino: "Il friulano è un valore di tutta la comunità, non facciamo passi indietro"

"Qualche settimana fa, la Giunta regionale ha eliminato la premialità per i progetti che valorizzano e utilizzano le lingue minoritarie nei bandi regionali 2026 per le attività culturali e ora ci viene presentato il Piano quinquennale per la politica linguistica proposto da Arlef". Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, all'indomani del parere in V Commissione sul Piano generale di politica linguistica (Pgpl) per il friulano 2026-20, come proposto dall'Agenzia regionale Arlef. "Si evidenzia una contraddizione istituzionale, perché la discussione sul Pgpl per il periodo 2021-2025/2026 in Friuli Venezia Giulia ha sollevato preoccupazioni riguardo alla stabilità delle produzioni in lingua minoritaria, in particolare il friulano - asserisce Pellegrino -, con le relative critiche mosse in merito alla gestione dei fondi e alle priorità del nuovo Piano. Ho incentrato il mio intervento sulla necessità di bilanciare la promozione della lingua friulana con le risorse disponibili, ma temo un indebolimento strutturale dovuto a scelte strategiche non condivise".
"Voglio ricordare che il friulano, assieme allo sloveno e al tedesco - prosegue l'esponente rosso-verde -, caratterizza la nostra regione per accogliere un importante numero di lingue minoritarie per un territorio di così piccole dimensioni. È una materia che è entrata nel quotidiano di tutti e tutte coloro che negli ultimi decenni si sono spesi per tutelare, valorizzare e rendere viva una lingua che è una ricchezza non solo per la nostra regione. Prova è stata che, in V Commissione, tutti i consiglieri hanno preso la parola".
"A differenza di quello che caratterizzava gli anni '70 e '80 del secolo scorso, oggi il friulano rappresenta un valore identitario che appartiene a tutta la comunità e a tutto il territorio. Non solo il percorso culturale e di insegnamento ha prodotto esiti eccezionali, ma anche le attività di ricerca, teatrali, musicali ed editoriali hanno giocato un ruolo sostanziale e averle tagliate, dal 2021, attraverso una scelta palesemente politica con provvedimenti legislativi ad hoc, è stato un grosso errore poiché si rischia di fare importanti passi indietro. Quei provvedimenti - conclude Pellegrino - dovrebbero essere rivisitati per rendere sempre più viva una lingua che viene imparata anche dai nuovi cittadini e cittadine che stanno dimostrando un grande interesse per ottimizzare la loro integrazione sociale e lavorativa".
ACON/COM/rcm
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