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Isonzo. Pellegrino (Avs): "Più chiarezza nelle opere del Consorzio"

redazione·
Isonzo. Pellegrino (Avs): "Più chiarezza nelle opere del Consorzio"

"Dopo due anni dall'assestamento di bilancio 2024, in IV Commissione non è stato presentato un progetto, ma solo l'ipotesi di un sistema di due traverse, nell'area di Straccis a Gorizia, finalizzate alla laminazione degli sbalzi di portata dell'Isonzo. Eppure la Regione ha già stanziato oltre 14 milioni di euro a scatola chiusa: senza dettagli tecnici, senza costi definitivi e senza alternative realmente comparabili". Lo dichiara, in una nota, la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Serena Pellegrino, a margine dell'audizione, in IV Commissione, dedicata agli interventi di mitigazione dell'hydropeaking sul fiume Isonzo. "Durante l'audizione abbiamo chiesto di più in merito ad altre soluzioni progettuali - afferma Pellegrino - perché parliamo di risorse pubbliche e di opere potenzialmente invasive su un ecosistema già fragile. Invece di utilizzare impropri riferimenti al Trattato di Osimo, che nell' Accordo di cooperazione economica non prevede un bacino di rifasamento in territorio italiano, introdotto nel 1977 dalla Commissione mista Italia-Jugoslavia nell'ambito di un ormai vetusto 'sistema globale di gestione', era necessario aggiornare la Commissione sull'importantissima evoluzione di questi ultimi anni all'approccio della gestione delle risorse fluviali e spiegarci in che modo il progetto consortile è coerente con le risultanze del mondo scientifico, della politica europea in materia ambientale e degli impegni nazionali alla cooperazione per la gestione transfrontaliera dell'Isonzo".

Secondo la consigliera di Avs, "la Regione non può affrontare da sola un problema che nasce dalla gestione transfrontaliera del bacino. Il livello deve essere nazionale: Governo italiano e Slovenia devono incontrarsi e definire un accordo condiviso per la regolazione dei rilasci sulla base delle attuali esigenze e criticità, senza abbandonare la Regione, o meglio il Consorzio della Venezia Giulia, alla ricerca di una soluzione. Visti i 14 milioni di euro provenienti da risorse pubbliche, impegnati dalla Regione sul progetto consortile, ho già presentato un esposto alla Corte dei Conti e, grazie all'onorevole Luana Zanella, la questione delle competenze alla cooperazione internazionale per la gestione del fiume transfrontaliero è arrivata in Parlamento con un'interrogazione". "Il primo obiettivo - prosegue Pellegrino - deve essere garantire un deflusso ecologico adeguato dell'Isonzo, in grado di rispondere alle esigenze irrigue dell'agricoltura e, al tempo stesso, di assicurare la tutela della biodiversità, in coerenza con gli impegni europei della Nature restoration law".

La consigliera ricorda di aver "chiesto chiarimenti, in Commissione, anche sul legame tra gli interventi previsti sul canale scolmatore del Cormor, che riverserebbe le proprie acque nel Torre e quindi nell'Isonzo, e le opere previste sull'Isonzo per la mitigazione dell'hydropeaking: sono opere funzionali alla gestione dell'hydropeaking? Rispondono a esigenze irrigue, di laminazione o ad altre finalità?". Secondo Pellegrino "senza una visione unitaria, ogni singola opera rischia di essere presentata come neutra, quando invece può avere effetti cumulativi rilevanti, valutabili nella loro reale entità ecologica solo attraverso una valutazione strategica complessiva e non mediante una semplice Via riferita al singolo intervento". "Chiediamo quindi trasparenza sul corso delle opere e sulla relativa collocazione strategica, sulle effettive esigenze rispetto all'acqua bene comune dell'agricoltura e della produzione idroelettrica, attivando confronti con le comunità, parallelamente a un'iniziativa istituzionale immediata con la Slovenia. Attendiamo anche la presentazione di soluzioni progettuali basate sulla natura e su nuove formule di gestione che salvaguardino in primis l'ecosistema fluviale, compito primario statale", conclude Pellegrino.

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