mercoledì 15 luglio 2026
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Giorno del Ricordo, Forza Italia: "memoria condivisa, non bandiera di parte"

Luca Marsi·
Giorno del Ricordo, Forza Italia: "memoria condivisa, non bandiera di parte"

“Trieste e l’Italia celebrano il Giorno del Ricordo, rendendo omaggio alle vittime delle foibe e agli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia costretti all’esodo esclusivamente per la loro identità nazionale. Per troppo tempo una lettura ideologica e distorta della storia ha tentato di occultare e mascherare crimini, violenze e morti con il silenzio. Solo di recente, finalmente, la voce della verità ha fatto breccia in una coltre nebbiosa di omertà e colpevole ignavia”. Lo affermano i consiglieri regionali di Forza Italia Andrea Cabibbo, Roberto Novelli e Michele Lobianco, sottolineando che “il Ricordo deve essere celebrato, onorato e deve tradursi in una consapevolezza quotidiana”. I tre consiglieri azzurri ricordano “con profonda partecipazione il destino di migliaia di connazionali costretti ad abbandonare le proprie terre”, evidenziando come “alla perdita materiale si sia spesso sommata l’umiliazione di un’accoglienza segnata, in alcuni, dolorosi e noti casi, dall’indifferenza, quando non dall’ostilità”.

“Accanto al dolore – proseguono – va riconosciuta anche la straordinaria resilienza di quelle comunità, capaci di ricostruire la propria vita con dignità e determinazione”. Forza Italia richiama quindi la legge n. 92 del 30 marzo 2004, approvata sotto il governo Berlusconi, che ha istituito il Giorno del Ricordo e affidato alle istituzioni il compito di promuovere la conoscenza di quei fatti storici, valorizzare il contributo degli italiani dell’Adriatico orientale e tutelare le tradizioni delle comunità istriano-giuliano e dalmate in Italia e all’estero”. “La memoria – concludono gli esponenti azzurri – non deve prestarsi a letture distorsive né a strumentalizzazioni. Questa deve essere una giornata sacra per la comunità nazionale per andare a irrobustire un patrimonio di valori, ideali e conoscenze da vivere e celebrare nella quotidianità, non solo nel ristretto perimetro degli appuntamenti istituzionali”.

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