VI Circoscrizione, PD attacca: «La destra boccia la sezione slovena nei nidi di San Giovanni»

Il Partito Democratico interviene sulla discussione avvenuta in VI Circoscrizione riguardante il potenziamento dell’offerta educativa in lingua slovena nel rione di San Giovanni. Durante la seduta del Consiglio circoscrizionale di martedì 10 marzo, la mozione che chiedeva l’istituzione di una sezione in lingua slovena nei nuovi asili nido di via delle Docce e via alle Cave non è stata approvata.
Secondo quanto riportato dai promotori, la proposta è stata respinta a seguito di un voto in parità. Su 17 consiglieri votanti, gli 8 voti favorevoli del centrosinistra sono stati pareggiati da 8 voti contrari e un’astensione del centrodestra, determinando così la mancata approvazione del documento.
La mozione era stata presentata dalla minoranza progressista con prima firmataria la consigliera Sandra Di Febo (PD). L’obiettivo, spiegano i promotori, era quello di rispondere a una carenza strutturale nel quartiere di San Giovanni, dove sono presenti scuole con lingua d’insegnamento slovena di ogni ordine e grado ma non un servizio di asilo nido in lingua slovena.
Secondo Di Febo, una sezione slovena avrebbe rappresentato un’opportunità educativa non solo per le famiglie della comunità slovena, ma anche per quelle italiane, favorendo integrazione culturale e nuove prospettive in un territorio storicamente caratterizzato dalla convivenza tra diverse comunità.
Durante il dibattito sono stati sollevati anche altri aspetti legati alla situazione dell’offerta educativa. La consigliera Silvia Marinković (PD) ha evidenziato la disparità tra la domanda e il numero di posti disponibili nei nidi in lingua slovena, mentre il consigliere Francesco Biancuzzi (Lista Russo – Slovenska skupnost) ha sottolineato come la scarsità di posti costringa molte famiglie a rinunciare a questa scelta educativa per non perdere l’accesso ai nidi comunali.
Nel corso della discussione, i consiglieri Leo Brattoli (Adesso Trieste), Rossana Zagaria (PD) ed Elena Danielis (Movimento 5 Stelle) hanno richiamato la legge di tutela della minoranza slovena del 2001 e il contesto culturale rappresentato da Gorizia–Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025, sottolineando l’importanza dell’educazione nella lingua madre fin dalla prima infanzia.
Secondo il PD e i promotori della mozione, la bocciatura rappresenta un passo indietro nella tutela della minoranza slovena e nella valorizzazione della convivenza multiculturale della città.
I firmatari della proposta hanno comunque annunciato l’intenzione di proseguire il confronto nelle sedi istituzionali competenti, con l’obiettivo di continuare a sostenere l’introduzione di servizi educativi in lingua slovena nel quartiere.
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