Trieste, Basovizza simbolo eterno dell’antifascismo: «La memoria è ancora una battaglia per i diritti»

La memoria dei quattro giovani antifascisti fucilati a Basovizza torna al centro della riflessione politica e civile. La senatrice del Partito democratico Tatjana Rojc, presente oggi alla cerimonia commemorativa, ha sottolineato come quel luogo rappresenti non soltanto un simbolo dell’antifascismo sloveno, ma anche un richiamo attuale e universale alla difesa dei diritti e delle libertà.
La commemorazione ricorda Ferdo Bidovec, Fran Marušič, Zvonimir Miloš e Alojzij Valenčič, quattro giovani appartenenti all’organizzazione antifascista “Borba”, condannati a morte dal Tribunale speciale fascista per la difesa dello Stato.
Rojc: «Basovizza assume oggi un significato universale»
«Mentre noi ricordiamo le vittime del fascismo, un estremismo di destra della stessa impronta prende piede in Europa, si afferma il peggiore e più intollerante nazionalismo», ha affermato la senatrice.
Secondo Rojc, proprio per questo la memoria di Basovizza conserva una forte attualità: «Allora Basovizza è il luogo simbolo dell'antifascismo sloveno ma nei nostri giorni assume un significato attuale e universale, è l’affermazione della lotta per il diritto e la libertà».
Parole che legano direttamente il ricordo storico alla necessità, secondo la parlamentare dem, di mantenere alta l’attenzione sui valori della convivenza, della tutela delle minoranze e del rispetto reciproco.
Il richiamo al gesto di Mattarella e Pahor
Rojc ha quindi ricordato il percorso compiuto negli anni per ricucire le ferite della memoria lungo il confine italo-sloveno.
«Diamo il giusto valore al tempo e alla fatica dedicati a guarire questa cicatrice, ringraziamo l’opera dei presidenti Mattarella e Pahor che hanno voluto simbolicamente inchinarsi insieme davanti al monumento, più volte profanato da “ignoti”».
Il riferimento è al valore simbolico attribuito dalla senatrice al gesto condiviso dei due presidenti, considerato una tappa importante nel percorso di riconciliazione e dialogo tra Italia e Slovenia.
«Italia e Slovenia esempio di amicizia e collaborazione»
La senatrice ha poi evidenziato il rapporto costruito tra i due Paesi, indicandolo come un modello da preservare.
«Oggi l’amicizia e la collaborazione tra Italia e Slovenia sono un esempio e un monito a non mettere mai in dubbio i diritti di una comunità nazionale», ha concluso Rojc.
La cerimonia a Basovizza
Nel corso della commemorazione gli interventi principali sono stati affidati alla poetessa Alenka Rebula e allo psicologo e conduttore radiofonico Massimo Cirri.
Alla cerimonia hanno preso parte anche la segretaria di Stato per gli sloveni all’estero Helena Jaklitsch, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il vescovo di Trieste Enrico Trevisi e la deputata Debora Serracchiani.
L’evento è stato accompagnato dall’Orchestra di fiati di Doberdò e dai cori Valentin Vodnik, Kraški dom e Vesna, che hanno contribuito a scandire una giornata dedicata alla memoria, alla riflessione e al dialogo tra comunità.
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