Servizio idrico a Trieste, UIL e UILTEC: “Scelta decisiva entro il 2027, tutelare lavoro e qualità del servizio”

Il futuro del Servizio idrico integrato (Sii) di Trieste entra in una fase decisiva. Entro il 2027 scadrà infatti la concessione e l’Autorità unica per i servizi idrici e rifiuti (Ausir) dovrà indicare come procedere con il nuovo affidamento.
Secondo quanto evidenziano UIL e UILTEC del Friuli Venezia Giulia, il territorio si trova davanti a un vero e proprio bivio gestionale. Da una parte vi sarebbe la possibilità di procedere attraverso una gara pubblica, europea o a doppio oggetto, soluzione che favorirebbe l’attuale concessionario AcegasApsAmga, società del gruppo Hera. Dall’altra ipotesi si prospetta una gestione in house da parte del Comune di Trieste, che potrebbe portare alla creazione di un’unica società regionale, attraverso una fusione con Cafc, azienda pubblica che gestisce il servizio idrico nell’area di Udine.
Sindacato: sostenibilità e tutela del lavoro al centro
Per UIL e UILTEC FVG le priorità devono restare la sostenibilità economica, produttiva e ambientale del servizio idrico, insieme alla qualità del servizio per i cittadini.
Tra i punti indicati dai sindacati figurano qualità dell’acqua, riduzione delle perdite, investimenti sulle infrastrutture e tutela della risorsa idrica, oltre alla necessità di mantenere tariffe eque per gli utenti. Secondo le organizzazioni sindacali, per raggiungere questi obiettivi servono capacità economiche, industriali e organizzative rilevanti, come evidenziato anche dai dati e dalle analisi dell’Arera, l’autorità nazionale che vigila sul settore.
Allo stesso tempo, UIL e UILTEC sottolineano la necessità di garantire i livelli occupazionali e professionali per i lavoratori impegnati nel servizio, assicurando il rispetto di tutte le tutele contrattuali e sindacali maturate negli anni di contrattazione aziendale.
“Il sindacato deve essere coinvolto nelle decisioni”
Il tema è stato affrontato anche nel corso della prima riunione interlocutoria con Ausir del 24 febbraio, durante la quale i rappresentanti sindacali hanno ribadito la necessità di procedere secondo i tempi e le modalità previste dalla normativa.
Tra gli aspetti da affrontare vi sono anche le compensazioni economiche in caso di cambio di concessione, come previsto dall’articolo 18 dell’attuale convenzione.
Il segretario regionale UILTEC FVG Massimiliano Davoli e il segretario generale UIL FVG Matteo Zorn sottolineano che il sindacato deve essere coinvolto nel processo decisionale, anche in virtù dell’esperienza maturata nel settore. Secondo i rappresentanti sindacali, il contributo delle organizzazioni dei lavoratori potrebbe risultare fondamentale in un passaggio considerato storico per la gestione dell’acqua a Trieste.
Un sistema complesso e una lunga storia industriale
Il sistema idrico triestino rappresenta un’infrastruttura complessa e strategica, composta da una rete articolata di condutture e impianti che garantiscono quotidianamente la distribuzione dell’acqua ai cittadini.
La storia del servizio pubblico locale affonda le radici nel 1864, con la prima municipalizzata dedicata al gas illuminante. L’acquedotto moderno arriva nel 1910, mentre nel 1923 nasce Aceg e nel 1929 viene realizzato l’acquedotto di Randaccio, una delle infrastrutture più importanti per la città.
Negli anni la gestione è passata da Acegat nel 1934 ad Acegas Spa dal 1997, fino all’attuale configurazione con AcegasApsAmga.
Secondo i sindacati, proprio la complessità del sistema dimostra l’importanza di una gestione attenta e qualificata. Un esempio viene ricordato nell’estate del 2022, quando un vasto incendio compromise le linee elettriche di Terna che alimentano gli impianti dell’acquedotto. In quella circostanza, spiegano i rappresentanti sindacali, l’impegno del personale AcegasApsAmga ha permesso di garantire la continuità della fornitura idrica alla città.
Articoli correlati
PoliticaTrieste, Paglia (PD) su primarie: «Legittime, ma privilegiare la ricerca di una candidatura unitaria»
Cercare una candidatura unitaria attraverso le consultazioni già avviate, completare il confronto nelle sedi del partito e costruire una coalizione ampia e coesa. È la linea indicata da Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale del Partito
PoliticaTrieste, Marchesich provoca sui social: «A casa nostra si mangia ćevapčići, ražnjići e no cuscus»
«A casa nostra si mangia Ćevapčići, Ražnjići e no cuscus!!!». Giorgio Marchesich, presidente della Federazione del Territorio Libero, affida a Facebook un messaggio che accosta preferenze gastronomiche e richiamo all’appartenenza. Una frase
PoliticaTrieste, Matteoni a Linea d’Ombra: «Piazza Libertà è dei triestini, non una zona franca»
Trieste, Matteoni a Linea d’Ombra: «Piazza Libertà è dei triestini, non una zona franca» Trieste, Matteoni difende le prescrizioni della Questura: «La solidarietà comporta responsabilità e rispetto delle regole» Trieste, piazza Libertà, Mat
PoliticaTrieste, Pasino al centrosinistra: «Evitiamo le primarie, indichiamo subito un candidato»
Scegliere il candidato sindaco del centrosinistra senza ricorrere alle primarie e concentrare il confronto su programma, priorità e prospettiva di governo. È la proposta del consigliere comunale Alberto Pasino, che invita la coalizione a tr

