Salario minimo: obiettivo mille firme a Trieste per il Movimento 5 Stelle (VIDEO-SERVIZIO)

A Trieste si è costituito il primo Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle per il Friuli Venezia Giulia, la presentazione dei nuovi referenti è stata l’occasione per parlare della raccolta firme in atto in questi giorni in Via delle Torri dalle 17.00 alle 19.30, per sostenere la legge per il salario minimo, a prima firma Conte e condivisa dalla quasi totalità delle forze di opposizione in Parlamento.
Relativamente al salario minimo siamo fanalino di coda in Unione Europea, oltretutto in un paese dove i lavoratori poveri, ovvero coloro che pur lavorando non riescono a garantire una vita dignitosa a se stessi e alle loro famiglie, sono passati dal 17,7 al 22,2% (28% per le donne) dal 2006 al 2017 ultimo dato disponibile.
La grande novità per l’M5S è che i neo nominati referenti potranno rappresentare il Movimento presso gli organi di stampa e la Società civile, fino ad oggi prerogativa dei rappresentanti politici eletti. Elena Danielis, che ha preso il posto di Andrea Ussai come coordinatrice provinciale, ha presentato la Rappresentante del Gruppo, Fulvia Borsi e la sua Vicaria Francesca Chersi, che si occupano di coordinare gli attivisti e facilitare la partecipazione interna ed esterna, Francesco Komauli, Referente Progetti, Alessandro Danieli, Referente Formazione e Enrico Sossi, Referente Giovani. Ognuno di loro è il terminale dei relativi comitati nazionali e si occuperà, ognuno per il proprio settore di competenza, di sviluppare proposte e politiche sia di interesse locale che regionale e nazionale, attraverso una rete di persone e di idee che lega il Paese da nord a sud.
La nuova organizzazione territoriale darà maggiore efficacia alla proposta politica del Movimento e ci permetterà di essere più reattivi a tutti i livelli. Oggi con i banchetti siamo di fatto un punto d’ascolto per le problematiche e le richieste dei cittadini, in particolare relativamente al lavoro e alla situazione del welfare italiano, che diventa ogni giorno più critica e che le politiche del governo in carica non sembrano voler risolvere.
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