Roiano, l’asilo non sarà privatizzato: opposizioni rivendicano la vittoria della mobilitazione

Il passo indietro della maggioranza comunale sulla privatizzazione dell’asilo di Roiano è stato accolto con soddisfazione dalle opposizioni, che in una dichiarazione congiunta firmata dai capigruppo di Partito Democratico, Adesso Trieste, Lista Russo – Punto Franco e Movimento 5 Stelle attribuiscono il risultato alla mobilitazione di famiglie, personale educativo e alla loro netta contrarietà in Consiglio comunale.
Secondo le forze di opposizione, se la Giunta avesse deciso di affrontare il nodo già la scorsa primavera, quando era stata ribadita la disponibilità a discutere alternative, i 66 posti dell’asilo sarebbero stati disponibili per l’anno scolastico appena iniziato. «Le famiglie hanno pagato fin troppo il prezzo dell’ostinazione di una parte della maggioranza a voler perseguire una soluzione sbagliata e per questo impopolare», sottolineano nella nota.
i nodi sull’esternalizzazione
Gli esponenti di opposizione si soffermano anche sulla nuova ipotesi al vaglio, quella dell’esternalizzazione del servizio: un modello che, da un lato, ha il pregio di riportare tutti i posti della struttura – realizzata con fondi pubblici – nelle graduatorie comunali, ma dall’altro non garantirebbe condizioni salariali e contrattuali paritarie per chi vi lavorerà rispetto ai colleghi comunali.
«Senza clausole precise – si legge – negli asili comunali opereranno lavoratori di serie A e di serie B. Inoltre, se verrà esternalizzata anche la regia pedagogica, si perderà la coerenza del progetto educativo». Conseguenze che, secondo i consiglieri, avrebbero un impatto diretto sulla qualità del servizio e dunque su bambine, bambini e famiglie.
Preoccupa, aggiungono, il fatto che la maggioranza consideri l’asilo di Roiano come un modello di gestione da replicare nelle strutture future, in particolare negli asili di prossima apertura a San Giovanni.
personale e diritti al centro
Altro punto contestato riguarda la gestione del personale. Nel corso dei mesi scorsi, osservano le opposizioni, la maggioranza ha lasciato intendere che il problema fosse di natura organizzativa, citando perfino malattie e maternità come ulteriori costi a carico del Comune.
«Le complessità ci sono – ribadiscono – ma vanno affrontate e risolte dal pubblico, anche con un confronto con le parti sociali, e non scaricate all’esterno, a discapito di lavoratori e famiglie».
La presunta reversibilità dell’appalto, infine, viene letta come la conferma che il Comune avrebbe già oggi le risorse per assumere il personale necessario, a partire dalla stabilizzazione dei precari, così da gestire l’asilo sulla falsariga degli altri 18 comunali, garantendo graduatorie pubbliche, qualità e tutela dei diritti.
la firma congiunta
La dichiarazione è stata sottoscritta dai capigruppo Giovanni Barbo (PD), Riccardo Laterza (Adesso Trieste), Paolo Altin (Lista Russo – Punto Franco) e Alessandra Richetti (Movimento 5 Stelle).
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