“Ricordare è giustizia, verità e identità”: il messaggio di Nicole Matteoni per il 10 febbraio

Nel Giorno del Ricordo, la memoria delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata torna al centro del dibattito pubblico anche attraverso le parole di Nicole Matteoni, che affida ai social un messaggio denso di significato storico e civile.
“Il drammatico capitolo delle foibe e dell’Esodo Giuliano, Istriano, Fiumano e Dalmata è una ferita profonda della nostra storia nazionale”, scrive Matteoni, richiamando uno dei passaggi più dolorosi del Novecento italiano. Un trauma collettivo che, sottolinea, non riguarda solo le vittime dirette ma l’intera coscienza del Paese.
“Un frammento incastonato nel cuore degli italiani”
Nel suo intervento, Matteoni parla di una memoria che non può essere né dimenticata né rinnegata. “Un frammento incastonato nel cuore di tutti gli italiani”, lo definisce, ribadendo come le vicende delle foibe e dell’esodo abbiano segnato famiglie, comunità e territori per generazioni.
Il riferimento è alle migliaia di vittime innocenti, alle famiglie spezzate e a un popolo costretto all’esilio solo perché italiano. Una sintesi netta che richiama il contesto storico e le conseguenze umane di quelle vicende, senza attenuazioni né ambiguità.
Dal silenzio al dovere della memoria
Matteoni pone l’accento anche sul lungo periodo di rimozione che ha accompagnato questa pagina di storia. “Per troppo tempo il silenzio, l’oblio, la negazione”, afferma, evidenziando come solo negli ultimi anni il tema sia entrato stabilmente nella memoria pubblica nazionale.
In questo quadro, il Giorno del Ricordo assume un valore che va oltre la commemorazione formale. “Oggi il dovere della memoria è un atto di giustizia, di verità, di rispetto”, scrive Matteoni, definendo il ricordo come uno strumento attivo per restituire dignità a chi non ha potuto raccontare la propria storia.
Identità e responsabilità collettiva
Nel messaggio emerge anche una riflessione più ampia sull’identità nazionale. Ricordare, per Matteoni, significa “difendere la storia da ogni tentativo di cancellazione” e “restare fedeli alla nostra identità”. Un passaggio che lega la memoria storica alla responsabilità civile delle generazioni presenti.
La chiusura è affidata a una dichiarazione personale ma dal valore simbolico: “Io ricordo”. Un’affermazione semplice, accompagnata dal tricolore, che ribadisce il significato del 10 febbraio come momento di consapevolezza collettiva e non solo di commemorazione.
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