mercoledì 23 settembre 2026
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Politica

Rete Dasi: "Inaccettabili gli insulti per il bagno in burkini e perseguibili sul piano penale!!"

Luca Marsi·
Rete Dasi: "Inaccettabili gli insulti per il bagno in burkini e perseguibili sul piano penale!!"

"Non esiste nessun obbligo da parte delle persone provenienti da altri paesi di conformarsi alle abitudini locali" e "non è possibile imporre limitazioni all'abbigliamento per motivi religiosi, come previsto dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo". Lo ricorda la rete Diritti accoglienza solidarietà internazionale del Fvg ai sindaci di TRIESTE, Roberto Dipiazza, e Monfalcone (Gorizia), Anna Marica Cisint. La rete Dasi, in una nota, si dice "preoccupata" per quanto accaduto "al bagno Il Pedocin di TRIESTE dove alcune donne musulmane, entrate in mare con il corpo coperto, sono state insultate da altre bagnanti che hanno ritenuto lecito utilizzare modalità pesantemente intimidatorie, del tutto inaccettabili e perseguibili sul piano penale", e fa riferimento alle polemiche "inaugurate" da Cisint che "sembrano aver aperto la strada a prese di posizione pericolose, intrinsecamente violente". Per la rete "compito di chi amministra le città non è dunque quello di legiferare in materie che non sono consentite, ma tutelare una convivenza democratica, rispettosa dei diritti delle persone, delle differenze culturali e religiose, avendo a cuore la composizione delle tensioni sociali anziché la loro incentivazione". "Non possiamo infine non osservare - conclude la rete - che sul corpo delle donne si esercitano ancora politiche di controllo di stampo patriarcale. Una lunga tradizione misogina, e nel caso specifico fortemente xenofoba, pretende ancora di normare il loro modo di abbigliarsi". (ANSA). FMS

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