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Politica

"Medici di famiglia del FVG bocciano la stampa del green pass in ambulatorio"

Luca Marsi·
“O facciamo i medici oppure facciamo gli impiegati da sportello. O stampiamo il green pass con il QR Code per mandare la gente in vacanza o curiamo i pazienti reduci dal covid o affetti da malattie croniche, come non abbiamo mai smesso di fare durante questo lungo periodo di emergenza. Se a tutto questo aggiungiamo l’attività vaccinale e di sorveglianza la misura è davvero colma”. E' netta la bocciatura del segretario regionale della Fimmg Fvg Dino Trento al green pass Covid da stampare negli ambulatori dei medici di famiglia come deciso dal recente provvedimento legislativo. Dino Trento si unisce alla protesta dei colleghi della Sicilia, Luigi Galvano, e del Piemonte, Roberto Venesia, e rimarca il fatto che “l'indirizzo governativo sottrarrebbe altro tempo all’assistenza dei pazienti, mortificherebbe ulteriormente la professionalità dei medici e appesantirebbe un'attività ambulatoriale già molto difficile a causa della gestione ordinaria del Covid-19”. La protesta dei camici bianchi sta dilagando da nord a sud, dal Piemonte alla Sicilia, e probabilmente si acuirà nei prossimi giorni. “I medici di famiglia vogliono e devono curare i pazienti – rimarca Dino Trento – e non possono perdere tempo per incombenze burocratiche che potrebbero essere gestite in altro modo. Tempo, risorse ed energie sottratti ai pazienti con il rischio che gli appuntamenti in ambulatorio si accavallino e si creino situazioni di tensione e nervosismo, oltre che di sovraffollamento”. “Le istituzioni sanitarie hanno sempre messo al centro della riforma del SSN il potenziamento della sanità territoriale - conclude Trento – viene ora il dubbio che qualcuno abbia creduto che questo significhi solamente pensare a nuove stampanti o a nuovi computer per generare altre carte”.

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