Presidio Fials - Cgil a San Giacomo: 'Consultori, ASUGI faccia passo indietro'

La riorganizzazione dei servizi territoriali all'interno della quale sono stati accorpati i consultori familiari di Trieste che, da quattro presenti sul territorio cittadino sono diventati due, non sta funzionando. Nonostante gli annunci dell'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina secondo cui l'orario di funzionamento è aumentato, da 8 a 12 ore, di fatto l'orario complessivo si è ridotto da 32 ore giornaliere (8 ore per ciascuno dei 4 consultori) a 20 ore effettive tra i consultori rimasti, perché dalle 18 alle 20 nelle due strutture non si ricevono utenti ma si fanno unicamente pratiche cartacee. Lo denunciano la responsabile provinciale Sanità di Cgil-Fp, Francesca Fratianni, e il segretario provinciale Fials, Fabio Pototschnig, oggi al presidio in campo San Giacomo dei 24 dipendenti del comparto dei consultori (ostetriche, infermieri, assistenti sociali e operatori sociosanitari) oggi in sciopero. "L'adesione allo sciopero è del 100%- spiega Fratianni-, al quale si è arrivati perché l'azienda sanitaria continua a non ascoltare le voci e le proposte di miglioramento degli operatori sul campo. Dipendenti che oramai da mesi denunciano inascoltati che il servizio effettivo all'utenza, con le forze disponibili arriva al massimo alle 18- spiega la sindacalista-; che cominciano a mancare gli spazi per le ostetriche, perché alcune stanze al consultorio di via Valmaura, vengono destinate alle associazioni; che mancano due ostetriche, non rimpiazzate per tagli alla spesa del personale, e ginecologi in pianta strutturale; che manca l'automobile e quindi non si fa servizio a domicilio".Oltre a questo, aggiunge Pototschnig, "proprio ora che i quattro consultori sono stati compressi in due, l'azienda sta pianificando dei lavori di ristrutturazione che toglieranno ulteriore spazio alle attività. Se anche ora si assumessero le due ostetriche mancanti, non si saprebbe dove metterle a lavorare. Tutte questo produce sia disagio per gli operatori, sia per l'utenza- evidenzia il segretario Fials-, e pensare che i consultori di Trieste erano stati citati dall'Unicef come modello di eccellenza per i servizi all'infanzia, famiglia e adolescenza". La richiesta di rivalutazione del modello a due consultori è oggetto di una petizione al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia iniziata oggi e promossa dai due Cgil-Fp e Fials, secondo la quale "per dare una risposta più capillare e di prossimità alle cittadine e cittadini, ci vorrebbero più di quattro consultori e non solo i due attuali, come da normativa di riferimento che ne prevede uno ogni 20mila abitanti". (Mil/ Dire)
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