Adozioni. Sesta commissione Fvg: illustrata proposta di legge su formazione delle famiglie

Sostenere gli aspiranti genitori adottivi anche dopo la valutazione dei servizi sanitari, evitando che la lunga attesa e la carenza di informazioni li inducano ad abbandonare il percorso. È questo l'obiettivo della proposta di legge 82 del Gruppo Fedriga presidente, illustrata in VI Commissione da Diego Bernardis. Come sottolineato dallo stesso presidente della Commissione, Roberto Novelli (Forza Italia), "è stata assegnata alla Sesta perché riguarda la formazione delle future famiglie adottive". "Formiamo e accompagniamo le famiglie che intendono proseguire nel percorso di adozione", ha sintetizzato Bernardis, ricordando che "il provvedimento è stato elaborato nell'arco di circa un anno e mezzo, attraverso il confronto con l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, gli uffici regionali e gli enti impegnati nel settore. La proposta è stata portata all'attenzione del ministro per le Politiche della famiglia e potrebbe diventare un progetto pilota da estendere ad altre Regioni".
"Secondo le statistiche del ministero della Giustizia, nel 2022 sono state presentate al Tribunale per i minorenni di Trieste 203 domande di adozione nazionale, a fronte di sei sentenze di adozione legittimante e 17 adozioni in casi particolari, previste dall'articolo 44 della legge 184 del 1983. Siamo di fronte a un paradosso molte coppie - ha osservato il consigliere - sono disponibili ad accogliere uno o più minori, mentre numerosi bambini restano privati della possibilità di crescere ed essere amati all'interno di una famiglia". "Una delle principali criticità riguarda i tre anni di validità della domanda di adozione nazionale. In questo periodo - ha spiegato l'esponente di Fedriga presidente - molte coppie rimangono in una sorta di limbo, senza un accompagnamento continuativo, e possono infine decidere di non rinnovare la propria disponibilità. Diversamente, nelle adozioni internazionali gli aspiranti genitori vengono seguiti dagli enti autorizzati. La proposta intende quindi mettere l'esperienza di questi organismi privati senza scopo di lucro, ai quali sono riconosciute funzioni di rilevanza pubblica, anche al servizio di chi ha presentato domanda di adozione nazionale. Il sostegno riguarderebbe esclusivamente le spese per la formazione e l'accompagnamento degli aspiranti genitori, non quelle per il mantenimento del minore".
Nei 5 articoli di cui è composta la pdl è previsto un contributo di 1.000 euro per ciascun nucleo beneficiario, coppia o persona singola, entro i limiti delle risorse disponibili. Lo stanziamento ammonta a 100mila euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028. Al termine dell'illustrazione, Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha chiesto chiarimenti "sull'entità delle risorse, sui criteri adottati per quantificarle e sugli enti incaricati dei percorsi formativi". Bernardis ha spiegato che "in regione operano quattro enti accreditati tra cui l'associazione I Fiori Semplici che ha contribuito alla stesura del testo". Per quanto riguarda l'impegno economico, ha aggiunto che "1.000 euro sono pochi ma rappresentano un sostegno simbolico" e si è dichiarato "disponibile a valutare un aumento della somma durante l'esame della legge, compatibilmente con le indicazioni della Giunta".
Serena Pellegrino (Avs) ha espresso "preoccupazione sull'efficacia del contributo", osservando che "sarebbe preferibile rafforzare i servizi attivi, ovvero servizi sociali, a fianco dei genitori che intendono proseguire il percorso adozione". In risposta, le è stato chiarito che "i 1.000 euro non sarebbero liberamente spendibili, ma destinati a coprire i costi dei percorsi formativi e di accompagnamento presso gli enti autorizzati, oltre che per le spese legali e giuridiche". Laura Fasiolo (Pd) ha chiesto "di definire meglio il rapporto tra gli enti accreditati e i consultori familiari, evitando sovrapposizioni di competenze". Sul punto, Bernardis ha assicurato che "la valutazione dell'idoneità degli aspiranti genitori resterebbe di esclusiva competenza dei consultori e delle équipe delle aziende sanitarie, mentre agli enti autorizzati spetterebbe la successiva attività di preparazione e accompagnamento. Non c'è una sovrapposizione, ma un'integrazione".
Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) ha quindi richiamato "le difficoltà delle adozioni internazionali, aggravate dal mancato rinnovo di alcune convenzioni tra Stati, dalla pandemia e dalle guerre" e ha anticipato la presentazione all'Aula di "un ordine del giorno rivolto alla Giunta affinchè solleciti il Governo a riattivare e rafforzare gli accordi internazionali".
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