Porto Vecchio, Russo: «Servono investitori internazionali e un progetto molto più ambizioso» (VIDEO)

Porto Vecchio rappresenta la più grande occasione di sviluppo per Trieste e, secondo Francesco Russo, è proprio da quell'area che passa una parte fondamentale del futuro economico, occupazionale e demografico della città. Durante la trasmissione "Un capo in B", andata in onda dal Pedocin e condotta da Elisabetta Batic, il consigliere regionale e comunale del Partito Democratico ha illustrato la propria visione sul recupero dell'area, definendola senza esitazioni «il petrolio di Trieste».
Un progetto che deve guardare lontano
Secondo Russo, il principale limite degli ultimi anni è stato quello di affrontare Porto Vecchio senza una visione complessiva.
A suo giudizio l'area non dovrebbe essere considerata come una semplice operazione immobiliare o urbanistica, ma come il nuovo quartiere della città, capace di modificare profondamente il volto di Trieste e di rappresentare un elemento di attrazione per residenti, imprese e investitori.
Per il consigliere democratico, infatti, Porto Vecchio dovrebbe diventare un luogo nel quale i triestini possano vivere il mare, passeggiare e trascorrere il tempo libero, ma contemporaneamente anche uno spazio destinato a ospitare attività economiche innovative e nuove famiglie.
La risposta al calo demografico
Uno dei passaggi più significativi dell'intervento riguarda il tema della popolazione.
Russo ha ricordato come Trieste abbia perso decine di migliaia di abitanti negli ultimi decenni e continui a fare i conti con l'invecchiamento della popolazione.
Per invertire questa tendenza, secondo la sua analisi, non bastano interventi limitati, ma occorre creare un contesto capace di attirare nuove persone, nuove imprese e nuove opportunità lavorative.
Porto Vecchio, nella sua visione, rappresenta proprio lo strumento attraverso cui rilanciare la crescita della città.
Perché Porto Vecchio è il "petrolio" di Trieste
Russo ha spiegato di utilizzare volutamente questa espressione per sottolineare il valore strategico dell'area.
Così come il petrolio rappresenta una risorsa naturale capace di generare ricchezza, Porto Vecchio potrebbe trasformarsi nella principale leva economica di Trieste se sviluppato attraverso una progettazione di respiro internazionale.
Per raggiungere questo obiettivo ritiene indispensabile attrarre capitali importanti e aprire la città ai grandi investitori.
La critica all'attuale gestione
Nel corso dell'intervista il consigliere del Partito Democratico ha espresso anche una valutazione critica sull'operato dell'amministrazione comunale.
Secondo Russo l'errore principale sarebbe stato quello di limitarsi a un progetto di dimensioni troppo contenute rispetto alle enormi potenzialità dell'area.
Ha sostenuto che in questi anni sarebbero esistiti soggetti interessati a investire cifre molto consistenti su Porto Vecchio e che la città avrebbe dovuto mostrarsi più ambiziosa nella ricerca di partner internazionali.
Ha inoltre osservato che il progetto finora avviato non avrebbe ancora prodotto il decollo auspicato.
Più lavoro per trattenere i giovani
Per Russo il tema di Porto Vecchio non riguarda soltanto l'urbanistica.
Il vero obiettivo deve essere la creazione di occupazione qualificata.
Durante l'intervista ha ricordato come, secondo dati richiamati nel dibattito regionale, molti giovani preparati abbiano lasciato il Friuli Venezia Giulia negli ultimi anni.
La sfida consiste quindi nel costruire un contesto capace di offrire opportunità professionali tali da convincere le nuove generazioni a restare a Trieste.
Per questo motivo ritiene fondamentale attirare imprese innovative e investimenti produttivi.
Una scommessa sul futuro della città
Secondo Francesco Russo, Porto Vecchio rappresenta probabilmente il progetto più importante per il futuro di Trieste.
La sua convinzione è che soltanto attraverso una pianificazione ampia, aperta agli investimenti internazionali e orientata allo sviluppo economico sarà possibile trasformare quell'area nel motore della crescita cittadina.
Una sfida che, secondo quanto dichiarato durante l'intervista, riguarda non soltanto il recupero urbanistico di una vasta zona della città, ma anche la possibilità di costruire nuove opportunità di lavoro, favorire il ritorno dei giovani e rilanciare il ruolo di Trieste negli anni a venire.
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