sabato 29 agosto 2026
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Politica

Porto Vecchio, nasce “Porto Chiaro”: “Trasparenza e partecipazione sul progetto” (VIDEO)

Luca Marsi·
Porto Vecchio, nasce “Porto Chiaro”: “Trasparenza e partecipazione sul progetto” (VIDEO)

Si è svolta al Circolo della stampa di Trieste la presentazione del manifesto “Porto Chiaro”, promosso da un gruppo di cittadini preoccupati sull’andamento del progetto di rigenerazione del Porto Vecchio. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, Paolo Luisi, Gianfranco Carbone, Livio Stefani, Gabriella Taddeo ed Enrico Conte.

“Chiediamo trasparenza e partecipazione”

Nel corso dell’intervento, Paolo Luisi ha spiegato a Trieste Cafe le motivazioni dell’iniziativa. “Portochiaro è un gruppo di cittadini che sono preoccupati sull’andamento del progetto”, ha dichiarato, precisando che il gruppo è stato fondato tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.

Luisi ha evidenziato come siano state organizzate attività ed eventi e svolta un’azione di monitoraggio sull’evoluzione del progetto. “In questo momento ci ripresentiamo al pubblico, alla cittadinanza, agli stakeholders perché siamo sempre più preoccupati di quelle che possono essere le evoluzioni del progetto”, ha affermato.

“Chiediamo trasparenza in maniera che la cittadinanza sia informata di quello che sta succedendo e chiediamo partecipazione, in maniera che tutti, cittadinanza e portatori di interesse, possano partecipare al progetto”, ha aggiunto.

Un’iniziativa focalizzata sulle criticità

Secondo quanto spiegato, l’incontro è stato organizzato per illustrare le criticità e le carenze del progetto attuale. “In questo momento più che altro noi solleviamo delle critiche”, ha precisato Luisi.

“Abbiamo una serie di idee, però le proposte crediamo debbano essere raccolte da tutti i portatori di interesse e dalla cittadinanza, non solo da noi”, ha sottolineato.

Il documento “un’altra idea di città” illustrato da Gabriella Taddeo

Nel corso della conferenza è stato presentato anche il documento “Un’altra idea di città”, illustrato da Gabriella Taddeo. Il testo propone una visione alternativa della rigenerazione del Porto Vecchio, fondata su inclusione, partecipazione e integrazione urbana.

Il documento evidenzia la necessità di superare le antitesi tra centro e periferia e di costruire un modello di sviluppo che coinvolga cittadini, associazioni e stakeholder, con linee guida condivise e momenti di confronto pubblico.

Tra i temi trattati vi sono abitare, diritti, lavoro, ambiente e spazio pubblico, con richiami a modelli sostenibili e inclusivi e alla necessità di una pianificazione urbana orientata ai bisogni reali della comunità.

La firma collettiva del documento

Il documento presentato è firmato da:

Cinzia Cosimi, Lucija Krasovec Lucas, Gioia Meloni, Gabriella Taddeo, Marina Zweyer.

L’intervento di Enrico Conte: “mancata una visione complessiva”

Nel corso dell’iniziativa è stato presentato anche l’intervento di Enrico Conte, già Direttore del Dipartimento lavori pubblici e PPP del Comune di Trieste, che ha posto una serie di interrogativi sulla reale natura del processo di rigenerazione in corso. 

Conte ha evidenziato come, a dodici anni dalla sdemanializzazione del sito, sia necessario interrogarsi sulla reale efficacia del percorso intrapreso, sottolineando “la mancanza di una visione culturale e politica complessiva sulla riconversione dell’area”.

Secondo quanto riportato, la rigenerazione non può limitarsi alla costruzione edilizia, ma deve generare valore economico, sociale e culturale. Nel suo intervento viene osservato come il progetto attuale risulti centrato su una proposta di investimento privato, senza un processo urbanistico più ampio capace di integrare i 630mila metri quadrati del Porto Vecchio con il resto della città.

Conte ha inoltre evidenziato criticità legate alla possibile trasformazione dell’area in una zona prevalentemente residenziale, non pienamente integrata con il tessuto urbano e con i bisogni della città.

Tra i punti sollevati, anche il mancato coinvolgimento di soggetti come università, ricerca e realtà economiche locali, che avrebbero potuto contribuire allo sviluppo del progetto.

Nel documento vengono inoltre posti interrogativi sul ruolo del Consorzio Ursus e sullo stato di avanzamento del progetto del Museo del mare, evidenziando la necessità di un approccio che vada oltre la sola dimensione edilizia e che punti a creare un sistema integrato e vitale.

Un percorso aperto al confronto pubblico

L’iniziativa “Porto Chiaro” si configura come un momento di confronto sul futuro del Porto Vecchio, con l’obiettivo dichiarato di coinvolgere la cittadinanza e i portatori di interesse in un processo partecipato.

Come emerso durante l’incontro, il gruppo intende proseguire il proprio percorso con ulteriori iniziative e momenti di approfondimento.

DI SEGUITO IL VIDEO 

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