Polizia e sicurezza, Siulp Trieste boccia le ronde: “Basta demagogia, servono risorse e formazione”

Il Segretario provinciale del Siulp Trieste, Francesco Marino, interviene con fermezza sul dibattito legato alla sicurezza cittadina e alle recenti proposte politiche di istituire cittadini sentinella o ronde per il controllo del territorio. Una prospettiva che il sindacato rigetta con decisione, ribadendo il ruolo centrale delle forze dell’ordine e la necessità di investire su formazione e risorse per garantire un servizio efficace.
No a ronde e surrogati della sicurezza
“La sicurezza è un tema serio, non può essere delegata a ronde improvvisate o cittadini-sentinella. – afferma Marino – La collaborazione dei cittadini è preziosa, ma non può sostituire il lavoro delle forze dell’ordine.” Un concetto chiaro, che si oppone a quelle che vengono definite “soluzioni demagogiche” che rischiano di creare confusione e sovrapposizioni di competenze.
La sicurezza, sottolinea il segretario del Siulp, è un sistema complesso che coinvolge istruzione, luoghi di aggregazione, inclusione sociale e giustizia. “Pensare di delegare la sicurezza ai cittadini senza affrontare il problema alla radice è un’illusione e una pericolosa semplificazione.”
Mancano risorse e personale, servono più poliziotti di quartiere
Il vero nodo, secondo Marino, è la carenza di personale e la mancanza di investimenti adeguati: “La polizia lavora tra i cittadini e per i cittadini, ma ha bisogno di risorse umane, tecnologiche e materiali per poter operare in modo efficace.”
Il sindacato chiede di riaprire le scuole di formazione chiuse durante i tagli degli anni passati, per garantire un costante afflusso di nuove leve, colmare i vuoti lasciati dai pensionamenti e riportare in auge modelli di sicurezza realmente efficaci.
“Un esempio? I poliziotti di quartiere o meglio di prossimità – spiega Marino – un progetto che funzionava, perché creava un legame diretto tra il poliziotto, il negoziante e il cittadino, rafforzando fiducia e sicurezza percepita.”
Il Siulp chiede un cambio di rotta
La denuncia del Siulp non si ferma alla critica delle ronde, ma punta il dito anche sulla mala gestione delle risorse già disponibili: “Se si continuano a sprecare uomini nei controlli ai confini e nell’implementazione di zone rosse, senza una strategia chiara e funzionale, è evidente che il sistema non può reggere.”
Per Marino la strada è una sola: un deciso cambio di passo, con un piano di investimenti mirato a garantire una sicurezza strutturale e duratura, senza scorciatoie. “Servono più agenti, più formazione e una gestione razionale delle risorse. Solo così si può parlare di sicurezza reale e non di slogan politici.”
Un messaggio chiaro, che il Siulp lancia con fermezza alle istituzioni e alla politica, in difesa della professionalità e della dignità delle forze dell’ordine.
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