No alla revoca dell’immunità per Salis, Cisint infuriata: ‘Vergogna senza precedenti’”

Un fiume in piena. Anna Cisint, già sindaco di Monfalcone, non usa mezzi termini e attacca con durezza la decisione della Commissione giuridica del Parlamento Europeo (JURI), che ha detto no alla revoca dell’immunità di Ilaria Salis, l’attivista italiana accusata in Ungheria di aggressioni e violenze potenzialmente letali.
“Da oggi, quando ci diranno che la giustizia è uguale per tutti, non crediamoci”, ha tuonato Cisint, definendo la scelta di Bruxelles un atto che calpesta il principio cardine di uguaglianza davanti alla legge. Secondo la sindaca, la Commissione avrebbe di fatto sancito che “la sinistra è al di sopra della legge”, permettendo a Salis di evitare un processo per fatti che in Ungheria sono ritenuti gravissimi.
La furia di Cisint si concentra sul messaggio, a suo dire devastante, che viene trasmesso ai cittadini: quello di una giustizia a due velocità. “È inaccettabile che chi è accusato di aggressioni così violente, in cui persone hanno rischiato la vita, non debba rispondere davanti alla legge. È un insulto al principio stesso di giustizia”.
Non è mancato il riferimento alla politica europea: Cisint denuncia un patto silenzioso che avrebbe salvato Salis, non solo grazie ai voti della sinistra ma anche con l’appoggio di parlamentari appartenenti ad altre forze della maggioranza continentale. “Lei tutela la sua sedia – ha incalzato la sindaca – e c’è chi gliela fa tutelare, sacrificando la credibilità delle istituzioni”.
Lo sguardo adesso è rivolto al 7 ottobre, quando sarà il Parlamento Europeo in seduta plenaria a pronunciarsi in via definitiva. Ma il tono di Cisint lascia intendere che la fiducia nelle istituzioni continentali sia ormai incrinata.
Un intervento di fuoco, quello della già prima cittadina monfalconese, che non ha risparmiato colpi e che si inserisce in un dibattito infuocato, destinato ad accendere ancora lo scontro politico.
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